INFATUATION OF DEATH – Code Of Impiety

 
Gruppo: Infatuation Of Death
Titolo: Code Of Impiety
Anno: 2016
Provenienza: Polonia
Etichetta: Defense Records / Mythrone Promotion
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TRACKLIST

  1. Code Of Impiety
  2. Left To The World
  3. The Grand Declaration Of Forever Hate
  4. The Essence (Lead Us Into Temptation)
  5. Unblessed
  6. Infatuation With Death
  7. F.44.3
  8. Icons Of Impurity
  9. Dead Christ Manifest
  10. T.A.P.O.S.M.A.
  11. Infernal Preludium [dal demo "Heretic Hellspawn Holocaust"]
  12. Heretic Hellspawn Holocaust [dal demo "Heretic Hellspawn Holocaust"]
  13. Necrosodomical Raped Pope [dal demo "Heretic Hellspawn Holocaust"]
  14. Carring The Cross Of Doom [dal demo "Heretic Hellspawn Holocaust"]
  15. Fucking Hard The Lambs Of Christ [dal demo "Heretic Hellspawn Holocaust"]
  16. The Gate [dal demo "Bestial Devilized Hell"]
  17. Bestial Devilized Hell [dal demo "Bestial Devilized Hell"]
  18. Semen Vomit On Nun's Face [dal demo "Bestial Devilized Hell"]
  19. Infernal Hordes Of Armageddon [dal demo "Bestial Devilized Hell"]
  20. Anal Christ Euphoria [dal demo "Bestial Devilized Hell"]
  21. Profanation [dal demo "Bestial Devilized Hell"]
DURATA: 01:03:55
 

Sciolti da tempo, gli Infatuation Of Death sono giunti al debutto postumo con "Code Of Impiety" lo scorso anno. La formazione polacca è stata attiva dal 2001 sino a data imprecisata precedente al 2016, anno che ha visto partorire questo disco. Il sito ufficiale, fermo da un bel pezzo, riporta come ultima notizia interna alla biografia l'inizio della composizione dello stesso e la sua possibile (e mancata) pubblicazione sul finire del lontano 2008: «Infatuation Of Death starts to compose material for a new LP. Album will be recorded probably at the end of 2008».

Una scomparsa della quale dispiacersi o non ci siamo persi nulla? A dire il vero, per quanto derivativi e non particolarmente brillanti in un paio di situazioni, i Polacchi in questione — membri attivi e non di realtà più o meno note come Incinerate Infection, Morowe, Dire Mortis, Ulcer Uterus e Nuclear Vomit — hanno dato alle stampe un buon disco di death metal brutale e blasfemo; la classica opera che, con fare malsano e diretto, trasporta con sé il sapere di amabile gentaglia come gli statunitensi Suffocation, Gorguts, Morbid Angel, Incantation e Deicide, non potendo in altrettanto modo evitare l'accostamento con i connazionali Decapitated, Hate ed Embrional. Trentacinque minuti colmi di mazzate, di cambi di tempo ben assestati, di riff sia vorticosi che sinistri e laceranti sui quali si poggia il più che discreto growl-scream di Gruby.

Le composizioni si schiantano contro l'udito: conosciute, apprezzate e una volta arrivati alla conclusione con "T.A.P.O.S.M.A." si ha la possibilità di approfondire ulteriormente l'incontro col gruppo, esplorando la parte multimediale dell'uscita. Questa contiene le due demo, "Heretic Hellspawn Holocaust" (2003) e "Bestial Devilized Hell" (2005), che la arricchiscono di altri trenta minuti di musica. Se in "Code Of Impiety" sia i titoli inseriti in scaletta che la musica paiono perlopiù rivolti a sprigionare una carica costante di odio ragionato, non si può dire altrettanto dei parti precedenti: brani come "Necrosodomical Rape Pope", "Fucking Hard The Lambs Of Christ", "Semen Vomit On Nun's Face (perfetta per un lavoro targato Nunslaughter) e "Anal Christ Euphoria" colpiscono in maniera maggiormente becera e marcescente.

La produzione di Janusz "Masakra" Bryt — in passato già dietro la consolle per Behemoth, Blindead, In Silent, Neolith, Preludium e Stillborn — è decisamente buona, forse un po' grezza, ma rende comunque discreta giustizia all'operato della band. Non riesco a negarmi l'immondo piacere ricevuto dalla sporcizia di quel rullante crudo e un po' in stile tamburello che martorizza le pelli dei pezzi di "Heretic Hellspawn Holocaust".

Sinceramente questo tipo di male un po' mi manca e, probabilmente, la troppa attenzione al dettaglio e alla definizione del suono hanno in parte gambizzato la vena diabolica e spontanea del mondo death metal. Sarà questo il motivo per il quale alcuni, appena si ritrovano fra le mani un album che suona un tantino più rozzo del normale, subito tendono a marchiarlo usando il termine «rumore».

"Code Of Impiety" non ci cambierà la vita, ma sarà comunque di piacevole compagnia: il lascito gradito di una formazione che se avesse proseguito per la sua strada magari avrebbe potuto consegnarci ulteriori buone prove.

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