INFERNAL OVERDRIVE – Last Rays Of The Dying Sun

INFERNAL OVERDRIVE – Last Rays Of The Dying Sun

Informazioni
Gruppo: Infernal Overdrive
Titolo: Last Rays Of The Dying Sun
Anno: 2011
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Small Stone Records
Contatti: myspace.com/infernaloverdrive
Autore: Mourning

Tracklist
1. I-95
2. The Edge
3. Duel
4. Cage
5. Deported To Jersey
6. Electric Street Card
7. Rip It Out
8. Motor

DURATA: 46:05

Gli Infernal Overdrive sono l’ennesima scommessa vinta dalla Small Stone Records, dopo un ep di quattro brani il cui sound portava a pensare a un futuro all’interno di un roster simile, ecco che il 2011 ci regala “Last Rays Of The Dying Sun” che, ripartendo dai brani di quel lavoro con l’aggiunta di altrettanti, consegna all’orecchio un full di sicuro gradimento per fan di Ac/Dc, Kiss, Cheap Trick, il southern sound dei Dixie Witch e spruzzate di Fu Manchu.
Il platter è un rifornimento d’adrenalina piazzato al centro di un’autostrada deserta da percorrere a velocità folli, la compagnia dei suoni street e polverosi riscontrabili in brani quali “Electric Street Card”, “Rip It Out” e la lunga “Motor”, ancor più estesa della versione precedente (dodici minuti contro i quasi quattordici di quella inserita nell’odierna scaletta), pompano nell’ascoltatore una voglia sfrenata di lanciarsi in libera fuga sin dall’opener “I-95” che da il là a una serie di ritornelli orecchiabili, ganci melodici e assoli di chitarra che farebbero scuotere la testa anche a un fottutissimo spaventapasseri impagliato.
Non un calo, non un attimo di noia, i due pezzi non ancora chiamati in causa, “The Edge” e “Duel”, facenti parte della sezione “old”, sono praticamente perfetti, incastonati al posto giusto per dare quella spinta in accelerazione, una sorta di rampa di lancio per ciò che verrà a seguire.
Sono alquanto degni di nota i passaggi che segnano canzoni come “Cage”, dotata di un drumming pestato e di una prestazione vocale fantastica di Marc Schleicher, e “Electric Street Card” nella quale è ancora una volta il batterista Mike Bennett a conquistare la scena con un assolo di batteria roboante, si candidano seriamente al ruolo di capofila in un disco che non possiede filler.
Cosa si può chiedere a un “Last Rays Of Dying Sun” che non balbetta per un solo secondo in un episodio come “Motor” della durata di quasi un quarto d’ora? Cosa si può contestare a un lavoro che ti costringe con piacere ad andar dietro i suoi ritmi e cori, che ti permette di ascoltare ogni singolo strumento in maniera chiara e delineata potendolo assorbire al meglio? Non c’è nulla da dire in proposito, c’è solo da spararlo a tutto volume sperando che crolli qualche muro nel tentativo di abbandonare la città e fuggire in un luogo dove la musica possa spandersi e aumentare ancora e ancora d’intensità.
Stoner? Southern? Hard rock? Mettete di lato le etichette, comprate gli Infernal Overdrive perché suonano dell’ottimo rock, quale sia poi la miscela esplosiva all’interno di “Last Rays Of The Dying Sun”, beh, individuarla sarà un gioco da ragazzi per voi appassionati di questo mondo sonoro, l’importante è non farsi scappare un album simile.

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