INFERO – Severe

 
Gruppo: Infero
Titolo: Severe
Anno: 2014
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Bloodrock Records
Contatti:

non disponibili

 
TRACKLIST

  1. Live Burial
  2. Muck Ran
  3. Six Ledged
  4. Clack
  5. Window To A Door
  6. Severe
  7. A Touch Of Fun
DURATA: 29:52
 

Torniamo agli anni '70, agli anni in cui la musica sapeva essere complessa e imprevedibile, ma allo stesso tempo poteva raccogliere grande consenso critico e riempire gli stadi. Non è dato sapere se gli Infero, da Cleveland (Ohio), abbiano mai vissuto quell'epoca (probabilmente no, visto che si tratta di un debutto e la band sembrerebbe di formazione abbastanza recente), tuttavia è certo che vivono il loro approccio musicale come se fossimo ancora a quei tempi: nessun profilo social, nessuna informazione di contatto, nessuna fotografia, niente di niente. Solo un'illustrazione ambigua e qualche informazione di produzione a raccontarci che "Severe" è stato prodotto dalla band e da tale Daniel Martinson da qualche parte nel mondo e masterizzato dal sommo vate Dan Swano. Fine.

La musica, d'altro canto, se nel libretto non fosse scritto esplicitamente «album completato il 16 maggio 2013», potrebbe benissimo arrivare da un momento imprecisato tra "In The Court Of The Crimson King" e la fine del decennio successivo. Nel bene e nel male, aveste per caso mai bazzicato con piacere il rock settantiano di stampo progressivo nelle sue propaggini italiane, inglesi o americane, sareste a vostro agio con gli Infero. Brani articolati, cambi di tempo, leggerissime incursioni vocali in un album per la sua quasi totalità strumentale, leggeri rimandi al rock classico del sud, qualche spruzzata jazz (soprattutto la batteria), organi e tastiere retrò, una chitarra incontenibile ed effetti e sperimentazioni di vario genere e tipo. Se un bel giorno mi dicessero che "Severe" in realtà non è altro che il risultato di una jam tra amici, non faticherei a crederlo. Eppure questa manciata di brani imperscrutabili è indubbiamente affascinante, anzi è davvero divertente e piacevole nel suo accessibile ermetismo.

Un po' di nostalgia non fa mai male, specialmente se servita e gustata nel modo giusto, e chissà se gli Infero sceglieranno di rivelare qualche dettaglio in più sulla loro storia. Oggi è solo la musica a parlare ed è un bel sentire.

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