INFESTED – 1000 Doors

INFESTED – 1000 Doors

 
Gruppo: Infested
Titolo:  1000 Doors
Anno: 2009
Provenienza:  Germania
Etichetta: Permeated Records
Contatti:

Non Disponibili

 
TRACKLIST

  1. 1000 Doors
  2. Metaphysical Grotesqueries
  3. Spineless
  4. Knives
  5. Voices
  6. Withdrawal From Reality
  7. Collapse
  8. Second Smile
  9. Trancendental Habitat
  10. Avalokiteshvara
  11. Sane Asylum
DURATA: 36:51
 

La Germania quando parla di brutal sa il fatto suo, come gli Infested, autori quest'anno del loro secondo lavoro: "1000 Doors". L'inizio evocativo preannuncia i riff intricati e complessi dell'album che, tuttavia, spazieranno da un'impostazione rigida di brutal tecnico ad un lieve accenno post-metal, si limiterà invece a fare da contorno ad un piatto freddo, ma buono, per un gruppo che ha finalmente ricevuto un buon incentivo a livello di produzione.

"1000 Doors" apre subito con una sterzata a "Metaphysical Grotesqueries", seconda in scaletta, canzone che "sbatte" letteralmente in faccia le mille porte offerte come titolo, qua le porte si uniscono e diventano una sola, enorme, difficile da abbattere, una struttura fin troppo solida che dimostra già a partire dei primi minuti una rigidità troppo schematica e poco personale.

Una voce diversa dalla solita proposta, a metà tra l'essere spinta al limite e il ritrovarsi chiusa in se stessa, in continuo disaccordo con i passaggi proposti dagli strumenti, in "Spinless" si manifesta alternatamente sincopata e maggiormente aperta, sfociando in canali bassi che mettono in rilievo la marea di drappeggi ricamati nella parte finale della traccia, fa eco "Withdrawal From Reality", seguita immediatamente dalla strumentale e calda "Knives" affiancabile sicuramente a "Collapse" per via della sua natura progressista e poco brutal.

Quattro minuti di coltellate, una massiccia sequenza di colpi allo stomaco anticipati da un delicato tocco, un terremoto che si abbatte ripetutamente facendo crollare la struttura pesantemente elaborata dai tedeschi, un palazzone alto e duro che si inserisce nella miriade di realtà death del 2009. "Voices" è la più gettonata tra gli amanti della musica da loro proposta, una canzone senza compromessi, diretta e complicata. Il disco cade proprio nell'abisso nel quale non sarebbe mai dovuto cadere, la non-originalità.

Dopo averlo semplicemente ascoltato per metà ci si sente attanagliati da un senso di chiusura e ripetizione dal quale non si può sfuggire, i ragazzi avrebbero potuto fare mille volte meglio anzichè "1000 Doors", non certo perché l'altra metà di canzoni non sia un insieme valido di tecnica e potenza, semplicemente perché sono esattamente le stesse formule rimescolate e riproposte.

Un'uscita che probabilmente aprirà mille porte in altrettanti mille cuori di ascoltatori alla ricerca di una musica simile, tuttavia spiazzerà le altre persone non amanti alla follia del genere da loro sfornato, troppo pesante e suonato con il paraocchi quando avrebbero dovuto stare attenti all'originalità e all'animo, aspetti riscontrabili in quantità ridotta, di quello che sono: Infestati.

 

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