INFIDEL – King Of Cynical Control | Aristocrazia Webzine

INFIDEL – King Of Cynical Control

Informazioni
Gruppo: Infidel
Titolo: King Of Cynical Control
Anno: 2011
Provenienza: Grecia
Etichetta: Venerate Industries
Contatti: myspace.com/infidelgr
Autore: Mourning

Tracklist
1. No News, Good News
2. The Pessimist
3. King Of Cynical Control
4. Song For The Black Sheep
5. III-Your Falacy
6. Shades Of Solitude

DURATA: 56:18

INFIDEL - King Of Cynical Control La Grecia è da tempo una delle culle doom/stoner fra le più attive d’Europa, gli Infidel fanno parte di quel movimento ellenico che dal 2000 in poi è andato infoltendosi di anno in anno.
Le mie notizie in possesso non sono molte, di certo c’è che il quartetto di Atene composto da Dennis Kostopoulos (chitarra anche negli storici Acid Death), Manos Giakoumakis (batteria), Chris Kissadjekian (basso) e Yiannis Poussios (voce) sia attivo dal 2000, abbia alle spalle un album pubblicato nel 2006 intitolato “I, Oathbreaker” e svariati live di supporto a realtà note come Alabama Thunderpussy, Orange Goblin, Gran Magus.
Non conosco il primo disco ma a quanto pare sono serviti cinque anni alla formazione per riordinare le idee e ripartire, il frutto di questa lunga sosta è “King Of Cynical Control”, un album che pur presentando caratteristiche classicamente ricollegabili al filone doom/stoner a tinte epiche, i Candlemass come i Black Sabbath sono due fra i nomi più evidenti a influenza del suono, va ben oltre spingendosi in territorio progressivo.
È infatti impossibile non notare le fasi più melodiche, espanse ed emotivamente motivanti che si fanno strada all’interno di un riffing più duro e minaccioso, i toni non si discostano quasi mai dall’esser scuri ma rilasciano sensazioni graditamente stridenti passando dall’eccitazione rovinosa di “No News, Good News” alla rilassante e melancolica armonia di “Song For The Black Sheep”.
Sembra di attraversare un percorso costruito tramite una lunga e divertita jam-session nella quale i musicisti mettono sempre qualcosa in più attingendo anche da atmosfere eteree a tratti orientaleggianti.
La titletrack è fatta di luci e ombre, la prima parte irruenta sino a una dilagante divagazione acustica mentre per toccare l’apice in ambito doom nel quale il sentore epico viene amplificato bisogna attendere la conclusiva “Shades Of Solitude” ricca di melodie, fornita di una più che discreta solistica e una convincente prova di Yiannis dietro il microfono.
Quando il platter sembrava giunto alla fine, la ghost-track, una versione alquanto “alternativa” di “Here Comes The Rain Again” degli Eurythmics (Annie Lennox e David A. Stuart) dell’album “Touch” (1983), si presenta all’orecchio, diciamo che è strano ascoltare un pezzo nel quale spicca non poco la voce di Annie in salsa doom pachidermica, lodevole come tentativo.
Gli Infidel per il sottoscritto sono una bella scoperta, magari qualcosa in fase di produzione si sarebbe potuto anche curare meglio ma ho trovato “King Of Cynical Control” molto interessante, prova a combinare più umori ed emozioni riuscendo la maggior parte delle volte e questo a me basta, a voi? L’unico modo per venirne a capo è ascoltare l’album, provate.