INFINITY – Non De Hac Terra

INFINITY – Non De Hac Terra

 
Gruppo: Infinity
Titolo:  Non De Hac Terra
Anno: 2012
Provenienza: Paesi Bassi
Etichetta: New Era Productions
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Non De Hac Terra
  2. The Opponent
  3. Regina Aeternum Noctis
  4. Beyond The Stars…
  5. The Grey Stone Monument
  6. Onwards The Funeral Pyre
  7. Unholy Sacrament
  8. The Inevitable Darkness
DURATA: 48:33
 

La pandemia mentale dilagata in occasione del 21 dicembre 2012 portò molta gente ad ipotizzare apocalissi di varia natura, fini del mondo, catastrofi e quant'altro, ma non solo: quel giorno, infatti, vide anche l'uscita ufficiale di "Non De Hac Terra", quinto album degli Infinity, band nederlandese attiva fin dalla metà degli anni Novanta.

Nonostante la copertina dal tratto "emperoriano" (credo sia molto forte e ben visibile la somiglianza con la veste grafica di quel capolavoro che porta il nome di "In The Nightside Eclipse"), il terzetto proveniente da Zevenhuizen si abbevera ad una fonte ispiratrice piuttosto differente: "Non De Hac Terra", "The Grey Stone Monument" e "Onwards The Funeral Pyre" mettono in mostra un riffing marziale e quadrato, le cui esplosioni di massima potenza distruttrice si manifestano tramite scariche di violenza bestiale e feroce nel più puro stile Black Metal, una violenza viscerale e strabordante di una malvagità arcana ed impietosa che ribolle in un'atmosfera battagliera e nera come la pece. I riferimenti obbligati di tracce come "The Opponent" e "Reginam Aeternum Noctis" sono ovviamente le aree scandinave (Svezia in particolare), ma sono tuttavia presenti sezioni, soprattutto ritmiche, che conducono a pietre di paragone odoranti di un Thrash fortemente annerito in cui è fin troppo semplice percepire la particolare influenza esercitata dagli Absu. Alcune ricerche melodiche sono probabilmente il maggior richiamo alla Svezia laddove, in pezzi come "Beyond The Stars…", "Unholy Sacrament" e "The Inevitable Darkness", è pressochè impossibile non notare parallelismi con quei giri di chitarra serrati, oscuri e sulfurei divenuti marchio di fabbrica di un determinato stile portato in grembo da gruppi come Dark Funeral, Marduk e Setherial.

Tutti gli episodi in scaletta risultano comunque molto interessanti grazie a strutture compositive variegate e tutt'altro che monotematiche, adornate da un coefficiente di potenza davvero esplosivo, merito anche di cellule ritmiche deflagranti e battagliere, di un'ottima produzione volta indubbiamente a far risaltare l'aspetto più distruttivo della proposta e della ruvidità "raschiata" della voce di Balgradon Xul che richiama molto da vicino il buon vecchio Abbath. Altro aspetto da non sottovalutare è la cura riposta nella realizzazione della veste grafica che, grazie ad un libretto molto ben fatto e corredato da immagini ricreanti atmosfere mistico/oscure e testi interessanti, potrebbe ricordare la tipologia di "ricercatezza" che si può riscontrare in alcuni prodotti appartenenti all'area musicale richiamata e inseriti perlopiù nella categoria del cosiddetto "Religious" Black Metal.

Nel sistema circolatorio di questi musicisti provenienti dalla terra dei tulipani scorre evidentemente un fluido viscoso assolutamente nero, bollente, riottoso e maledettamente ingovernabile. Che altro volete che vi dica? Se amate il Black Metal intransigente e profondo, se amate quell'espressività demoniaca e infuriata che scuote lo Spirito e che si insinua come un fuoco nelle ossa, "Non De Hac Terra" è un prodotto che fa per voi, un prodotto che sarete felici di portarvi in casa e di ascoltare quando le vostre pulsioni più ribelli e ataviche vi faranno sognare sangue, zolfo, oscurità e blasfemia!

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