Inflabitan - Intrinsic

INFLABITAN – Intrinsic

Gruppo:Inflabitan
Titolo:Intrinsic
Anno:2021
Provenienza:Norvegia
Etichetta:Soulseller Records
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TRACKLIST

  1. Mental Radiation Fix
  2. Avanti Cristo
  3. Crown Of Horns
  4. Egocide
  5. Divine Prostitution
  6. Introvert Vile Domain
  7. Symbols
  8. The Evil Mainframe
  9. The Great Surrender
  10. Children Of The Damned
DURATA:35:23

Per tracciare un identikit di Inflabitan bisogna risalire nientemeno che al 1993, anno in cui Sigmund Hansen, giovine di brutte speranze di Askim, poco lontano da Oslo, decide di mettersi a suonare black metal. Il primissimo vagito del progetto (Demo 1993) vede Hansen tutto solo, mentre il secondo (Demo II) può mettere a referto la partecipazione come batterista di Aggressor, conosciuto anche come Czral o semplicemente per il suo nome di battesimo Carl-Michael Eide. Né la prima né la seconda demo destano particolare interesse, e Inflabitan resta episodico in una carriera fatta giusto di qualche turno live per i Dødheimsgard e di progetti rimasti nel mondo delle idee, di cui però Hansen sente il bisogno di far menzione su Metal Archives. Tutto questo fino al 2021 e al dischetto di cui devo parlare, Intrinsic, che è di fatto l’album di debutto per questa praticamente sconosciuta band.

Per cominciare, la musica di Inflabitan non si è evoluta in senso assoluto, non inventa nulla, ma è parecchio diversa rispetto a quella dei lontanissimi esordi: del black metal scarno, lo-fi, con qualche punta melodica che si può ascoltare su Wanderer Of Grief, una compilation che raduna tutto il vecchio materiale scritto da Hansen, non è rimasta alcuna traccia. Intrinsic infatti sembra un disco di black contemporaneo qualunque, spruzzato di thrash e di death qualunque; a distinguerlo, per assurdo, ci pensano un bell’artwork di Pia Isaken e i testi malati sospesi fra nichilismo, cinismo e pungente ironia di Aldrahn. Bello collaborare con un amico, brutto quando il tuo lavoro oscura il suo, che dovrebbe essere la portata principale.

Pur da grande e devoto amante del black norvegese, delle sue ramificazioni e dei suoi strani incroci, ho trovato più di qualche difficoltà a portare a termine l’ascolto di Intrinsic. I motivi risiedono quasi tutti nella scrittura che, come detto, a una solida base black metal aggiunge tocchi ora thrash, ora death, ma trova scarso appiglio nel lavoro di chitarra di Hansen, francamente poco ispirato. Il fraseggio folk sull’attacco di “Avanti Cristo” mi ha ingannato, perché nel giro di qualche secondo tutto torna molto, troppo normale, su territori già battuti ed esplorati in lungo e in largo da Keep Of Kalessin, DHG, ma anche solo da Zyklon o The Wretched End. “Divine Prostitution” prova a smuovere un po’ i pezzi di verdura rimasti sul fondo di questo brodo, ma fa emergere solo il timbro non proprio irresistibile di Hansen, che non è scream, non è growl e ancora non so come definirlo. AntiChristian (ex-Tsjuder) si occupa di menare durissimo sulla batteria e lo fa egregiamente, peccato che sia penalizzato da una produzione satura, per non dire ampollosa, che livella l’intero disco come il più banale dei compressori.

Fatico a trovare qualcosa che meriti di essere ricordato, in questo debutto targato Inflabitan, perfino la finale “Children Of The Damned” mi ha dato fastidio, con quel titolo maideniano e quella chitarra che prova a evocare le gesta di ben altri maestri d’ascia. Per me Intrinsic è bocciato su tutta la linea, non aspettatevi un ritorno tipo quello dei Mortem, qui siamo, purtroppo, su altri livelli.

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