INJURY – Dominhate

 
Gruppo: Injury
Titolo:  Dominhate
Anno: 2014
Provenienza:   Italia
Etichetta: Ferocious Records
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TRACKLIST

  1. The Shadow Behind The Cross
  2. Drop The Bomb
  3. Lost Generation
  4. Slaves Of Our Fears
  5. 10,000 Graves
  6. Unaware Prisoners
  7. Ride The Riot
  8. Annihilated By Propaganda
  9. Fashion Swine
  10. It's My Land
DURATA: 46:26
 

I thrasher nostrani Injury fecero il proprio debutto nel 2011 con un bel dischetto intitolato "Unleash The Violence". Da quel momento sono trascorsi tre anni, hanno cambiato etichetta, passando dalla connazionale Punishment 18 alla statunitense Ferocious Records, e cantante (non c'è più Sauro, ma Alle dietro al microfono). Non hanno però mutato l'attitudine e la carica con le quali si pongono nei confronti del genere che amano.

È da poco uscito il loro secondo disco, "Dominhate", che sin dal primo passaggio nel lettore non manca di mettere in chiaro ancora una volta la convinzione, la prestanza e la voglia di non perdersi in inutili sbrodolate da parte del quintetto reggiano. La partenza affidata alla traccia usata come singolo, "The Shadow Behind The Cross", è di quelle sparate, con l'assolo — dal gusto per lo più melodico — che si pone al suo interno come l'orpello che non t'aspetti incastonato al posto e al momento giusto.

Le battute iniziali fanno quindi ben sperare e di certo dopo aver ascoltato una serie di schiaffoni come "Drop The Bomb" e "Annihilated Propaganda" e rasoiate in piena regola quali "Lost Generation" e "Fashion Swine" non è che il mio giudizio lì per lì positivo abbia incassato chissà quali botte contraddittorie. In scaletta c'è anche una "Slave Of Fears", nella quale si denota la presenza del DNA dei Pantera di "Far Beyond Driven", che — tanto per evidenziarlo nuovamente — immette un'ulteriore carica groove a un suono già di per sé massiccio. L'album in definitiva funziona ed è fornito pure di una produzione indovinata a cura di Simone Mularoni e dei suoi Dominations Studio.

Non ci girerò attorno: gli Injury sono in buono stato di forma e il loro carattere inizia a venir fuori, soprattutto nella fase di arrangiamento dei brani che adesso risulta essere più definita. D'altra parte però, un po' per le strutture portanti degli stessi tendenzialmente portate a svilupparsi in maniera similare, un po' per la voce di Alle che reputo al momento meno coinvolgente rispetto a quella del suo predecessore, questo "Dominhate" rappresenta la riprova delle ben più che discrete capacità in loro possesso, ma non il salto di qualità che mi attendevo.

I toni conclusivi della recensione sono per lo più gli stessi di quelli che usai per "Unleash The Violence": il thrash dei Nostri è energico, scoppiettante e dannatamente adatto a "scapocciarci" su in compagnia, decisamente adatto a chi adora il bastone e non digerisce la carota. Nel caso in cui sentiste il bisogno di far fuoriuscire dalle casse una serie di sonore mazzate, potrete nuovamente fare affidamento su questi ragazzi: il compito sarà portato a termine senza alcun problema.

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