INNER MISSING – The Age Of Silence

INNER MISSING – The Age Of Silence

Informazioni
Gruppo: Inner Missing
Anno: 2010
Etichetta: Self-Released
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Intro
2. Coldness
3. My Sickened Hope
4. Euphoria
5. For Your Light
6. The Essence of Pain
7. Raze From Remembrance
8. Outro

DURATA: 41:08

Il doom/death di stampo melodico è stato visionato, sezionato, costruito, montato e rimontanto in tutte le maniere possibili e immaginabili, una corrente che sempre più con gli anni ha trovato terreno fertile per aumentare la schiera di musicisti dediti a tali sonorità, che le ha permesso una continua evoluzione che non sempre ha condotto a risultati positivi.
Gente come Saturnus, Swallow The Sun o nuove leve come i The Morningside sono fra i tanti rappresentanti di questo movimento di cui fanno parte adesso anche i connazionali degli ultimi chiamati in causa: i russi Inner Missing.
La formazione di San Pietroburgo si cimenta con un doom che vanta come componente essenziale una serie di varianti melodico/atmosferiche unite a delle solide basi di natura death metal.
L’approccio è alquanto genuino, i brani riescono ad accattivare l’attenzione dell’ascoltare sia con passaggi di puro istinto, che con altri tendenti al groove, una scelta precisa d’armonie aleggia per tutta la durata del platter ritagliandosi spazi ben precisi per specifici fraseggi devoti alla melanconia affondando in un plumbeo dolciastro mare per poi rilanciarsi.
Escludendo “Intro” e “Outro” strumentali dal solo impatto preparatorio all’inizio/fine di “The Age Of Silence”, lo start reale prenderà forma con “Coldness”, esempio di come il death di matrice thrash si fonda bene con le incursioni emotive a cui gli Inner Missing ci sottoporanno.
L’album non presenta cali di tensione, mettendosi in luce per più di un episodio indovintato come “My Sickened Hope”, “For Your Light” e “Raze Of Remembrance” che hanno tutte le qualità richieste dallo stile, in più sanno spingere quando serve, cosa che non le rende molli quanto altre prove di colleghi più illustri, in certi casi esce fuori anche una vena gotica che rimanda a Paradise Lost/My Dying Bride (più i primi) alquanto convincente.
L’uso oculato dei synth come supporto, la prestazione vocale di Sigmund decisamente sopra le righe e una strumentalità corale molto più che discreta elevano “The Age Of Silence” al di sopra di una sufficienza che troppo spesso viene regalata a band di “nomea”, ennesima conferma viene fornita dall’episodio solo musicale “Euphoria”.
Posto a metà del platter per composizione e stile sembrerebbe preso dai Control Denied dell’immenso Schuldiner, non esula dal mood, vi s’incastra alla perfezione come anello di congiunzione fra il pezzo che l’antecede e il successore.
“The Age Of Silence” è un album valido, ben composto, e ha dietro dei musicisti ben consci di quello che stanno facendo il che non spiega però come mai gli Inner Missing siano a caccia di una label che si decida a produrlo.
Vi consiglio un giro sullo space e di far vostro questo piccolo gioiellino, magari all’ascolto vi renderete conto che non inventa nulla ma se tanti dischi suonassero in questa maniera ci sarebbe meno di che lamentarsi.
Supporto, sperando qualcuno dia loro una possibilità d’emergere.

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