INQUISITOR – Clinamen | Episteme

 
Gruppo: Inquisitor
Titolo: Clinamen | Episteme
Anno: 2014
Provenienza: Lituania
Etichetta: Forgotten Path
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TRACKLIST

  1. Hearken, Memmius!
  2. Hence The Mouthful Of Time
  3. Quae Sint
  4. Evidence. The Inexorable Dowry
  5. Of Waters And Circling Thetis
  6. Peri Hermeneias
DURATA: 44:02
 

Solo poche settimane fa la Lituania ha eliminato l'Italia da Eurobasket 2015 nei quarti di finale con mio sommo dispiacere e ora mi ritrovo nuovamente in rapporti con il paese baltico. Forgotten Path nasce con la volontà di sostenere le tradizioni, la passione e l'underground del black metal e oggi svolge attività sia come magazine che come etichetta e distro, i cui ricavati vengono investiti per finanziare la stampa della fanzine cartacea.

"Clinamen | Episteme" è appena la terza uscita licenziata ed è anche il secondo album dei connazionali Inquisitor. Le sei tracce suddivise in due capitoli contengono riflessioni filosofiche che prendono spunto dal pensiero di Epicuro, con tanto di citazione del proemio del "De Rerum Natura" di Lucrezio. L'artificio retorico da cui trae spunto il disco è il ritrovamento da parte di un fantomatico editore di una serie di pensieri sparsi scritti da un amico e collega, morto improvvisamente. Come insegna l'Enciclopedia Treccani, con il termine clinamen si intende «il casuale spostamento degli atomi dalla loro verticale linea di caduta»: nel concreto dei primi tre brani ci si riferisce alla necessità di pensare oltre il concetto di tempo, al fine di percepire l'assoluto come una antitesi della mera esistenza biologica. Episteme invece indica «la conoscenza scientifica, contrapposta all'opinione (dòxa)», e nel nostro ragionamento incarna i rischi inerenti la ricerca della razionalità come forma della percezione umana.

Venendo alla musica, l'orecchio accoglie un metal progressivo dalle ampie fasi strumentali, che attinge dal black metal sinfonico degli Emperor quando vuole far turbinare i blast beat furiosi di GarLoq ("Hearken, Memmius!"), mentre è dotato di melodie, andature sghembe, dissonanze e partiture jazz nelle fasi più riflessive. Un apporto fondamentale viene fornito inoltre da Lord, versatile in qualità di cantante e di tastierista: a livello vocale giostra vari registri, passando con disinvoltura da uno scream nervoso e acido a un growl profondo, fino a un inaspettato stile pulito; con le note di pianoforte invece riesce sempre ad assecondare ed enfatizzare l'umore del momento, ora più introspettivo ora più instabile ed estroverso o sofferto e teatrale.

Difficile trovare punti deboli a "Clinamen | Episteme", un disco che scorre fluido e pregevole in ogni aspetto, dalla vivace componente musicale a quella lirica più profonda del solito, dalla cura riposta nel digipak provvisto di tasca e libretto a sedici pagine sino alle azzeccate immagini che accompagnano le riflessioni, passando per suoni delineati ma veri. Complimenti sinceri ai cinque ragazzi lituani e a Forgotten Path, che con grande fiuto ha creduto in loro.

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