INSIDER – Event Horizon

 
Gruppo: Insider
Titolo:  Event Horizon
Anno: 2013
Provenienza:   Italia
Etichetta: Andruid Records
Contatti: Facebook
 
TRACKLIST

  1. Escape Velocity
  2. Magnetic Field Lines
  3. Gravitational Mass
  4. Jet
  5. Event Horizon
  6. Expansion Of The Universe 
       A) Inertia
       B) Quantum Fluctuations
       C) Development Of Galaxies
       D) Dark Energy
       E) Synthesis Of Elements
       F) The Present Universe
  7. Black Hole
  8. White Hole
DURATA: 58:51
 

I pescaresi Insider ci avevano fatto una bella sorpresa rientrando in scena nel 2012 con un gran disco intitolato "Vibrations From The Tapes" e hanno deciso di non farci attendere troppo per dar seguito a quella stupenda esperienza musicale pubblicandone il successore, e quinto album della loro carriera, "Event Horizon".

Il trio univocamente devoto al sound strumentale composto da Marco Ranalli (chitarre ed effettistica), Piero Ranalli (basso) e Stefano Di Rito (batteria) è pronto a solcare il mare infinito dell'universo, affrontandone l'implosione e l'esplosione, i campi di attrazione e le assenze di gravità: in pratica si fanno musicalmente sballottare, producendo una vastità di suoni che attingono da una gamma di scenari disparati come psych, doom, progressive rock ed elettronica. Questi vanno poi a combinarsi e ricombinarsi in maniera tutt'altro che sequenziale e ordinata, alternando flussi energici di spinta, vistose aperture armoniose, ondate lisergiche e spirali oscuri e oblianti tali da far trapelare all'interno dei brani una forma di libertà scomposta, tanto fluttuante e vibrante di passione quanto in balia della volontà della sconfinata area nella quale è destinata a disperdersi.

"Event Horizon" non rappresenta un'entità uniforme, ad esempio il moto progressivo con il quale si slanciano le due tracce iniziali "Escape Velocity" e "Magnetic Fields", entrambe affascinanti col loro carico di entropia e l'atteggiamento in continua mutazione, o i tratti onirico-spettrali nella successiva "Gravitational Mass" ne raffigurano una buona parte, ma non l'unica. Proseguendone l'ascolto infatti il nostro orecchio avrà modo d'imbattersi in sporadici eventi associabili a una visione sci-fi in "Jet", in fenomeni acustici, affiancati da una malinconica scia drone, che attraversano la traccia che porta il titolo dell'album e nello scintillio della luce rifratta da un prisma riprodotta sonoramente dalle molteplici apparizioni stilistiche che incarnano i sei "scenari" di "Expansion Of The Universe".

I due episodi finali ("Black Hole" e "White Hole") offrono un'ulteriore conferma della bravura in possesso dei Nostri e portano a conclusione l'esplorazione intrapresa, lasciando un'ammirevole alone di soddisfazione nell'animo dell'ascoltatore: la prima è dotata di un moto ciclico, dispersivo, languido, adatto a un disperdersi che diviene interminabile e segnato da riff ipnotici, con sintetizzatori in modalità vintage; la seconda invece gode di un tremolare cosmico caratterizzato da sonorità space, sabbathiane e in minima compartecipazione anche post-metalliche.

"Event Horizon" è uno di quei lavori dei quali si deve andare fieri, un'ottima prestazione totalmente "made in Italy", dalle spiccate qualità e stavolta si potrebbe dire proprio "fatta in casa" dato che sia la produzione (svoltasi presso gli Andruid Records Studios) che la neonata etichetta Andruid Records sono proprietà della band. Non dovrebbe avere nessun problema a entrare nelle case degli appassionati del genere, italiani o meno che siano; l'acquisto di un'opera simile è immancabile.

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