INVERNO – Inverno

INVERNO – Inverno

 
Gruppo: Inverno
Titolo:  Inverno
Anno: 2012
Provenienza:  Italia
Etichetta: Punishment 18 Records
Contatti:

Reverbnation

 
TRACKLIST

  1. Prelude To The Bomb
  2. Tsar Bomb
  3. Pray
  4. Terrorizer
  5. Beer
  6. Chemical Death
  7. War
  8. Religious Explosion
  9. Lager
DURATA: 34:15
 

I thrasher vicentini Inverno ripartono da ciò che avevano sfornato nel loro recente passato, difatti la prima opera "Thrashgressive", rilasciata nel 2011 tramite autoproduzione), vede nuova vita nel 2012.

Il titolo è cambiato, hanno preferito utilizzare il nome della band, la produzione è nitida e fornisce un supporto al sound adesso più definito, anche l'artwork ha subito un restyling che lo ha reso maggiormente affine e indicativo del messaggio che il quartetto vuole inviare. A questo proposito v'invito a leggere i semplici testi che si sposano perfettamente con le note composte, probabilmente infoltiti da cliché, ma che rendono l'idea su questioni comunque attuali come la guerra e sappiamo bene come i suoi orrori siano purtroppo sempre correnti.

La musica dei Nostri è fortemente influenzata dalla Bay Area, che risulta essere il centro di riferimento. Ripetere gli stessi nomi ogni volta mi pare inutile, quello che c'interessa è addentrarci in un disco che, pur evidenziando una notevole quanto piacevole sottomissione agli standard del genere, riesce a sollevare la testa, facendo filtrare nell'intelaiatura dei pezzi sonorità heavy e speed che si offrono all'orecchio come una gradita variante, ascoltate ad esempio "Chemical Death" e "Religious Explosion".

Stiamo perciò parlando di tracce esplosive e taglienti, di canzoni capaci di sfoderare velocità dirompenti quali "Tsar Bomb" e "Terrorizer", con la seconda che palesa una costruzione lievemente più ricercata e dinamica, ma che non rinnegano atteggiamenti più pesanti come avviene in "Pray", scandita da un massiccio mid-tempo e nel groove di "War".

Gli Inverno sono preparati e lo dimostrano nelle prestazioni individuali, i chitarristi Pier Paolo Pojer e Frigo Riccardo non se la cavano per niente male, neppure in fase solistica, gli assoli sono ben incastonati all'interno dei brani e adrenalinici quel tanto che basta per attirare su di sé l'attenzione. I due non si tirano mai indietro nemmeno in ambito vocale, offrendo una prova arcigna, con l'asse ritmico composto da Marco Burrometo al basso e Davide Cupani alla batteria pronto a supportare con insistenza e una più che discreta affidabilità le scorribande delle sei corde.

"Inverno" è trascinante, scatenato e gode di un minutaggio adeguato a una proposta che non ha la minima intenzione di mollare la presa, è thrash genuino la cui unica pretesa è quella di esser assorbito a un volume esagerato, magari con una sana sessione di headbanging ad accompagnarne le evoluzioni. Un'ultima cosa: una volta inseriti gli Inverno, non dimenticate di stappare una buona birra, ci sta tutta.

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