INVERTED – Point Of Crossing

 
Gruppo: Inverted
Titolo: Point Of Crossing
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Disgrace
  2. Apotheosis
  3. Disbilief
  4. Warcult
  5. 5.56
  6. Enuma Elish
  7. Passing Away
  8. Pripyat
  9. Worm
  10. 13.0.0.0.0
DURATA: 36:54
 

È sempre un piacere poter ascoltare del buon metal italiano, se poi ti capita fra le mani un disco di quelli che può lasciare il segno non c'è di meglio. Il nome Inverted a molti farà pensare alla band svedese dei tempi che furono, beh è un'altra storia quella. Niente freddo scandinavo, qui è il nord ma della nostra Penisola a regalare emozioni in stile vecchia scuola. Gli Inverted sono di Treviso e non sono ragazzini alla prima uscita, i musicisti hanno esperienza da vendere dati i trascorsi o la presenza ancora in corso in formazioni quali Chelmno, Near, Beatrik, Imposer, Blasphemia e Wargore.

Cos'è "Point Of Crossing"? Un album che potrebbe aver avuto i natali nel periodo d'oro racchiuso nel lustro che va dal 1988 al 1993, si viene catapultati due decadi indietro con un'ondata malefica e nera che prende il dominio della situazione. Nomi quali Immolation, Morbid AngelIncantation ma anche Acheron e in alcuni frangenti la brutalità efferata di alcune soluzioni dei primordi Suffocation s'incastrano in un disco che nei suoi trentasette minuti scarsi regala un devastante affondo, fatto di riff sprigionanti un odio continuo inframezzato da assoli decadenti alle volte tendenti al melodico altre a un'esecuzione frenetica, di una batteria che serra i ranghi con sfuriate in velocità sul rullante e allenta la presa per aumentare l'atmosfera già fitta e greve, mentre la voce vi farà venire in mente più di un signore appartenente alla storica scena a stelle e strisce. Sarà un male? Assolutamente no.

Difficile scegliere una traccia piuttosto che un'altra, si ha a che fare con un monolite talmente dirompente che il passaggio di canzone in canzone può essere scandito esclusivamente da uno scapocciare agitato e dalla conseguente voglia di rimettersi all'ascolto di "Point Of Crossing" un altro paio di volte, per riprendere dal punto nel quale si è stati interrotti. La produzione poi gioca decisamente a favore del gruppo trevigiano: è distante anni luce dalle fottutissime paccottiglie iperlaccate dell'ultima ora, aggiunge genuinità e valore reale alla prestazione strumentale di buonissimo livello, dando anche una più che piacevole resa sonora complessiva.

In un mondo metal che sta vivendo un incessante revival nel quale le terre scandinave — con la Svezia sugli scudi — e il panorama americano — che torna a guardarsi indietro, pur producendo ancora una valanga di guano metalcore-emo — la fanno da padroni, l'Italia si difende e lo fa a denti stretti. Gli Inverted si candidano seriamente a ritagliarsi un posto d'onore all'interno della scena nostrana. Consiglio agli appassionati di acquistare "Point Of Crossing", un gioiellino che mi auguro riceva il riscontro che si merita.

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