Invultation - Unconquerable Death | Aristocrazia Webzine

INVULTATION – Unconquerable Death

Gruppo: Invultation
Titolo: Unconquerable Death
Anno: 2021
Provenienza: USA
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Hanged Mass
  2. Unconquerable Death
  3. Insatiable Cruely
  4. Banners Under The Moon
  5. Cathedral Of Impaled
  6. Necromaniacal Curse
  7. Blood Hex
  8. Breath Of The Lich
  9. All Flesh Fall Into Dust
  10. Outro: Mors Cantum
DURATA: 35:40

Andrew Lampe è quella che si definirebbe una mente creativa. Certo, la sua creatività ha un che di oscuro, perverso ed estremo. Ma sempre creatività è. Attualmente attivo con ben quattro progetti, ama variare genere e stile. Ovviamente sempre mantenendosi nel maligno reame del metal estremo: c’è il blackened death metal quadrato dei The Wakedead Gathering; il black metal atmosferico degli Echushkya; il death-doom dei Longbarrow; e infine quello che più ci interessa oggi, il war metal degli Invultation. Mente creativa, dicevamo. E lupo solitario, potremmo aggiungere: ognuno dei quattro progetti è, infatti, una one man band. Sembra impossibile, ascoltando Unconquerable Death, ultima fatica del Nostro datata 2021 e stampata a gennaio 2022 in vinile da Sentient Ruin Laboratories, che tutto quel caos sia causato da un’unica persona. Eppure…

Unconquerable Death è pura barbarie sonora, una mazza chiodata che per trentacinque minuti picchia forte e incessantemente sui denti dell’ascoltatore, sfracellandogli senza tregua né pietà la faccia. È musica crudele, malvagia. Satanica, nel senso più perverso, estremo e serio del termine. Tra riff incomprensibili, blast beat furibondi e growl disumani, Unconquerable Death offre un ascolto duro ma accessibile allo stesso tempo. Le tracce infatti non si dilungano mai più del dovuto e alternano spesso accelerazioni frantuma-ossa a momenti con velocità meno sostenute. “Insatiable Cruelty” (titolo che è tutto un programma) parte con una batteria battagliera che sostiene un riff rapido come schegge di una granata. La sezione centrale, poi, se la prende con un po’ più di calma: dai toni apocalittici dell’inizio, Lampe vira verso un mid-tempo ancor più cacofonico, se possibile, con assoli graffianti spalmati su una base di accompagnamento più dura della lonsdaelite.

Il war metal proposto dagli Invultation è sgradevole, figlio bastardo di leggende come Blasphemy, Diocletian e Revenge. Ma, come dicevamo, è anche accessibile, in quanto estremamente variegato. Attenzione, quando si parla di variegato bisogna sempre considerare le ristrettissime e specifiche coordinate musicali entro le quali Lampe si muove con questo progetto: la varietà è quella che un genere monolitico come il war metal può concedere. Sia chiaro dunque, non è affatto musica d’avanguardia o innovativa. Ma prendiamo “Cathedral Of Impaled”: i suoi riff, ora schizzati e ora lenti, riescono a creare impalcature musicali imponenti come una cattedrale e a infonderle di un’atmosfera mefitica. Ogni brano di Unconquerable Death è diverso da quello che lo precede e da quello che lo segue, ciascuno possiede una propria personalità. Cosa nient’affatto scontata in un album war metal.

Unconquerable Death è un compendio di tutto (o quasi) ciò che la storia del metal estremo abbia avuto da offrire: riff alla Slayer, passaggi figli del brutal death, sfuriate black, persino qualcosina di death-doom. La storia dell’extreme metal in trentacinque minuti. Potrebbe essere un’idea per un documentario.