IPERYT – No State Of Grace

 
Gruppo: Iperyt
Titolo:  No State Of Grace
Anno: 2011
Provenienza:  Polonia
Etichetta: Witching Hour Productions
Contatti:

Sito web  Facebook  Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. No State Of Grace
  2. Scars Are Sexy
  3. A Pocket Size Of Armageddon
  4. Antihuman Hate Generator
  5. Blades Of Malice & Scorn
  6. The Antithesis
  7. Keep Your Eyes Closed
  8. Into The Mouth Of Madness
  9. Nuclear Mornings
  10. The Player
  11. In Morbid Rapture
DURATA: 43:26
 

Il primo incrocio con i polacchi Iperyt mi annoiò dopo un paio di ascolti, "Totalitarian Love Pulse" era un buon album basato su di un impatto arrembante e no compromise che si estendeva per tutta la sua durata, certo era ed è talmente quadrato in alcuni frangenti da poter causare cali d'attenzione in chi non ama questa generale sfrontatezza esibita in your face, col tempo l'ho rivalutato. Sono trascorsi cinque anni, è stato composto e rilasciato il secondo album "No State Of Grace", sarà cambiata l'aria? Ci saranno state rivoluzioni interne al suono? La risposta è no.

Li avevamo lasciati come bastardi cani da guerra pronti a travolgere tutto e tutti, li ritroviamo ancora fedeli a tale credo nei quasi quarantacinque minuti sviscerati negli undici episodi di questo rientro in pista.

La prima parte della scaletta continua a far esplodere la vena slayeriana tanto cara alla band a cui si aggiungono la freddezza dei Dhg di "666 International" e una scia punk che compare in un paio d'occasioni intenta a donare un pizzico  'imprevedibilità alla monolitica e industrialoide rappresentazione della guerra made in Iperyt. Batteria glaciale, marziale quanto battente, basso che scarnifica le carni colpendo come una frusta a ripetizione e allora via con "No State Of Grace", "Scars Are Sexy", "A Pocket Size Of Armageddon" e "Antihuman Hate Generator" che in sé racchiudono l'armamentario in possesso dei polacchi.

Leggermente diverse si presentano "Blades Of Malice & Scorn" e "Nuclear Mornings", granitiche, orecchiabili e in costante esplorazione si muovono su più fronti facendo sempre rapporto alla sezione industriale che perpetuamente macina crani senza pietà e anche quando si rimane fissi su coordinate conosciute come nei casi di "The Antithesis" e "Into The Mouth Of Madness" il risultato è di quelli che frantumano le ossa in più sezioni.

Il finale del lavoro mi ha leggermente stancato, "The Player" è uno di quei brani che ti tranciano il cervello, veramente distruttivo, ma che purtroppo si dilunga in maniera esagerata mentre "Keep Your Eyes Closed", dotata di toni più scuri, e "In Morbid Rapture" non aggiungono né tolgono nulla ai valori espressi in precedenza non mutando di una virgola né tantomeno fornendo alcuna scappatoia all'ascoltatore. L'allentare un attimo la presa della traccia conclusiva è solo una mera presa in giro per colpire in accelerazione devastando quel poco che era rimasto in piedi sino a quel momento.

L'unico modo per ascoltare e convivere con gli Iperyt è prenderli per ciò che sono: un inferno metallico che non ha intenzione di abbassare la testa dinanzi a niente e nessuno, se non riuscite a scendere a patti con una presa di posizione così ferrea è inutile perdiate tempo provando a farveli piacere.

Facebook Comments