IROHA – Shepherds Angels

IROHA – Shepherds Angels

Informazioni
Gruppo: Iroha
Titolo: Shepherds & Angels
Anno: 2012
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: Denovali Records
Contatti: facebook.com/irohaband
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Greatest Healer
2. You Reap What You Sow
3. Legacy
4. Home Is Where The Heart Is
5. Shepherd & Angels
6. Blind Faith
7. Denial

DURATA: 48:47

Gli Iroha sono una formazione britannica il cui nome deriva da un antico poema nipponico e fanno parte di quel movimento che coniuga influenze stilistiche di stampo shoegaze, post-rock e accenni metal, alle quali si aggiunge un pizzico di elettronica, riunendole al di sotto di un’unica esternazione sonora in possesso di caratteristiche che potrebbero farli considerare sdolcinati e quasi leziosi. Tendono infatti a un sound mai troppo luccicante e il colore che compone per lo più l’impianto atmosferico è il grigio, sfumato o maggiormente intenso a seconda dei passaggi in corso, ma decisamente lontano dal far trasparire sensazioni chiare e cristalline; il galleggiare tenue dell’opener “The Greatest Healer” n’è un buon esempio.
I tre musicisti che danno vita agli Iroha (Andy Swan, Diarmuid Dalton e Dominic Crane) hanno assorbito le esperienze fatte in passato, la militanza in Final e Godflesh quanto la passione per Joy Division, New Order e Swans hanno lasciato un segno indelebile che è riscontrabilissimo all’interno di questo secondo capitolo discografico che potremmo definire il prosieguo del debutto omonimo prodotto sempre dalla Denovali nel 2011.
I materiali sonori ai quali s’ispirano si fondono importando romanticismo che rimane lì come sospeso a mezz’aria in “You Reap What You Sow” e nella successiva “Legacy”; la voce di Swan si espone amorevolmente pacata e nel momento in cui appare come un fulmine a ciel sereno un riff di matrice sabbathiana in “Home Is Where The Heart Is” sembra quasi che la band voglia omaggiare Birmingham, la loro città natale, con una minima e fascinosa dose dei maestri loro concittadini.
“Shepherd & Angels” è suadente, forse un pizzico troppo melliflua, con il ronzio in sottofondo che volutamente non intacca la forma sinuosa e armoniosa del brano, mentre “Blind Faith” stabilizza la situazione non immettendo nessuna variante difforme da quanto già presentato, tuttavia attestandosi su ottimi livelli di comunicazione emotiva. Tocca quindi all’ultima “Denial” (nella quale vi è la collaborazione della formazione post-rock sperimentale
dei Pyramids, accasata sotto Hydra Head Records) fornire una svolta notevole sia per impatto che dimensione, la traccia in questione infatti è arcigna, i tratti più ruvidi, le cadenze frequentemente ossessive, ascoltate i cimbali e i momenti in cui il basso si pone in rilievo, e con una scia dronica che si fa presente e importante nel suo vissuto. È la fine di un viaggio che permette l’intromissione di un raggio di luce, che penetra il manto di grigiore portando con sé un briciolo di speranza.
“Shepherd & Angels” è intimo, riflessivo, il più delle volte ammicca alla volontà di ricercare la quiete della solitudine per esternare ciò che è. Se nei vostri giorni meno limpidi aveste bisogno di un supporto musicale ad accompagnarvi e cull
arvi, uno sfogo che non necessita di urla per farsi sentire dal vostro cuore, l’opera degli Iroha vi sarebbe certamente gradita, accendete lo stereo e lasciate fare a loro.

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