IRON MAIDEN – The Book Of Souls

 
Gruppo: Iron Maiden
Titolo: The Book Of Souls
Anno: 2015
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Parlophone Records
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TRACKLIST CD 1

  1. If Eternity Should Fail
  2. Speed Of Light
  3. The Great Unknown
  4. The Red And The Black
  5. When The River Runs Deep
  6. The Book Of Souls
DURATA: 50:01
   
TRACKLIST CD 2

  1. Death Or Glory
  2. Shadows Of The Valley
  3. Tears Of A Clown
  4. The Man Of Sorrows
  5. Empire Of The Clouds
DURATA: 42:12
 

Quanta fiducia si può concedere a dei multimilionari colpevoli di aver rivoluzionato l'Heavy Metal e la musica dura in generale, ma soprattutto di aver deluso con gli ultimi lavori la massa di gente cresciuta assieme a Eddie? Gli Iron Maiden hanno però anche tanti seguaci convinti della bontà di questi dischi incriminati e dunque: in dubio pro reo. Le cifre sono impressionanti: attivi come gruppo da quarant'anni, sedici dischi e innumerevoli uscite minori, milioni di copie vendute e un nuovo album di oltre novanta minuti! Dopo la malattia di Bruce Dickinson è forse un dono ascoltare le nuove note del sestetto.

Le prime canzoni di "The Book Of Souls" rivelano la forza di sempre e la ritmica. I cavalcati, le melodie epiche e gli assoli si sciolgono in un insieme piacevole all'ascolto. La lunghezza di alcune tracce desta comunque qualche dubbio riguardo la sopportazione in concerto e conduce l'attenzione sulla loro qualità. Alcune come "The Red And The Black" sono compatte, coerenti ed entusiasmano, altre sono poco fluide e sanno di incompleto, come la prima "If Eternity Should Fail". Le orecchie più critiche noteranno quanto i Maestri riprendano alcuni compiti degli allievi per rimodernare la propria facciata. "The Great Unknown" ne è un buon esempio con i suo richiami ai Metallica o Guns'N'Roses oppure la voglia di suoni progressivi, saluti a Fish e i Marillion; voglia sentita tra l'altro in "When The River Runs Deep". La mano Iron Maiden si riconosce dalla spessa politura passata come si faceva nel 1986. La riuscita maratona musicale di oltre dieci minuti che porta il titolo del disco chiude il primo CD.

"Death Or Glory" ci accoglie nel secondo capitolo con un ritmo sostenuto di sapore Anni Settanta; Bruce, in forma smagliante, intona un coro adatto a trascinare il pubblico in concerto. L'inizio di "Shadows In The Valley" strappa con il suo riff ritagliato da "Sowewhere In Time" e troppo passatista il manto magico adagiato finora. Dickinson salva in extremis con le sue doti vocali questa traccia alquanto debole. Il secondo CD si rivela sempre più noioso con i suoi ritmi strascicati e si trasforma in zavorra per l'ascoltatore abituato ad altro brio compositivo dei Britannici. Come se ciò non bastasse, la direzione intrapresa dall'opera è incerta. Troviamo qualche spunto interessante, ottimi assoli e piacevoli melodie in pezzi come "The Man Of Sorrow", ma sono parecchio svogliati rispetto a quelli sul primo dischetto. L'ispirazione giunge sovente da mostri britannici estranei al Metal come i Pink Floyd. Anche l'ultima canzone con il suo inizio radicato nel Folk e l'interessante crescendo che sfocia nelle note melanconiche in stile Genesis dell'epoca Peter Gabriel non riesce a distrarre dalla sua effettiva debolezza.

Il nuovo disco degli Iron Maiden mostra nuovamente l'importanza delle nozioni di economia aziendale per condurre una potente macchina commerciale come la loro. Restano concorrenziali, coprendo con ogni nota i bisogni del pubblico e i gusti più svariati, a costo di copiare i successi propri e un po' quelli altrui o — per formulare quest'ultimo concetto in maniera più favorevole all'imputato — raccogliere il frutto della propria influenza sugli altri nel passato. Dopo aver modellato per quarant'anni la storia musicale ed esserne parte integrante, ciò è permesso e legittimo.

"The Book Of Souls" sarebbe potuto essere una sorpresa. Una scelta più oculata della scaletta avrebbe contribuito ad aumentare l'impatto di un lavoro non particolarmente bello, ma concreto e a suo modo autentico. Un disco metal dovrebbe però rispettare la regola applicata alla lunghezza di un discorso: dev'essere come una minigonna, abbastanza lunga da coprire il necessario e al contempo anche abbastanza corta da destare interesse. Gustatevi "The Book Of Souls", pensando di ascoltare il nuovo Iron con i lati B come supplemento.

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