IRRLYCHT – Schatten Des Gewitters

IRRLYCHT – Schatten Des Gewitters

 
Gruppo: Irrlycht
Titolo:  Schatten Des Gewitters
Anno: 2011
Provenienza:   Germania
Etichetta: Undercover Records
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TRACKLIST

  1. Sturmflut
  2. Seelenglut
  3. Burning Moon
  4. Das Grauen
  5. Staring Into The Abyss
  6. Le Dernier Jugement
  7. Schatten Des Gewitters
DURATA: 47:41
 

Il termine "Irrlycht" è tedesco antico e definisce una luce ingannosa per il viandante. Questi sarà irritato nella ricerca del suo cammino e devierà ancora più dal suo già impervio tragitto. Quali sotterfugi vela la formazione che si fregia con tale pseudonimo? Orsù dunque pargoletti, non indugiate e accompagnatemi durante questo viaggio.

Heidelberg è la fortezza che ospita questi impavidi cavalieri del metal oscuro. Situata nel "Land" Baden Württenberg, la città giace qualche chilometro a settentrione di Stoccarda, località conosciuta a molti emigranti italiani che vi portarono un buon pezzo di cultura, soprattutto culinario.

"Ma che cazzo, ci vuole dare lezioni di geografia?" No, certo che no.

L’etichetta Undercover Records sostiene molti gruppi tedeschi e li promuove in maniera impeccabile. Quando acquisterete l’opera di questi Alemanni, non sarete delusi dal prodotto. Si presenta in forma di "digipak" a quattro ali, contenente una parte dei testi. Interessante è la frase ivi contenuta che traduco per coloro che non padroneggiassero il tedesco: "Irrlycht rappresenta lo spirito mistico dei tempi passati che minaccia di essere dimenticato…". È vero. Il gruppo non ha inventato l’acqua calda e non credo ne abbia avuta l’intenzione. Propone semplicemente black puro e malvagio come la maggior parte di voi se lo aspetta. Nato nel 2004 dalle ceneri di Geweih, truppa attiva dal 1997, il progetto è capeggiato da Isegrimm, voce che dà un timbro rapace alla musica.

Non devo esitare a dire chiaramente che il quartetto propone idee molto interessanti e passaggi freschi manifestanti la volontà d’offrire al pubblico un prodotto di qualità. Il riffing è ben bilanciato, le linee non si ripetono e la voce è aggressiva al punto giusto. La squadra ritmica rinuncia a mantenere costantemente pigiato il gas, sfruttando la possibilità d’investire l’ascoltatore con fiumi di note fluidi come la resina. La produzione è molto curata e lontana dalle registrazioni a quattro piste.

Non conosco la discografia completa di questi tedeschi. Credo comunque che valga la pena cercare anche le altre due incisioni, un EP e uno split. Il lavoro qui presentato è sicuramente riuscito e troverà molti amici nelle vostre fila.

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