ISCAROTH – Era Ov The Cadaver

ISCAROTH – Era Ov The Cadaver

Informazioni
Gruppo: Iscaroth
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Autore: Mourning

Tracklist
1. 1340 A.D
2. Bringers Ov Disease
3. Sadistic Addiction
4. As Thou Come Forth
5. Era Ov The Cadaver

DURATA: 17:44

ISCAROTH - Era Ov The Cadaver Diciassette minuti, questa è la durata dell’ep degli Iscaroth, alcuni penseranno siano pochi, altri se li potranno far bastare per ora perché “Era Ov The Cadaver” è un bel massacro.
Le quattro mazzate che danno vita a quest’ep, precedute dall’intro “1340 A.D.”, ci regalano una formazione che sa quello che deve fare, riffoni massicci e cambi di tempo incastrati alla perfezione scandiscono i secondi accompagnati da brevi porzioni melodiche e approcci che alternano groove e spietate tirate.
Le tracce per quanto siano spesso riconducibili ad act conosciuti non ne soffrono il peso destando interesse per una freschezza che è raramente riscontrabile in band al primo banco di prova reale.
Buona tecnica coadiuvata da un impatto prestante che tiene viva l’attenzione dell’ascoltatore per tutto il trascorrere del mini lavoro puntando in alto con l’accoppiata centrale “Saddistic Addiction”/”As Thou Come Forth” sugli scudi per il modo in cui esaltano le qualità prima indicate, se lo stile per alcuni versi rimembra la scena oltreoceanica non tralasciano comunque di ricordare la madre patria Svezia con fraseggi e ritmiche care al metal nazionale.
Sul lavoro dei singoli c’è poco da dire in quanto i ragazzi si esprimono nel migliore dei modi soprattutto le chitarre di Erik Söderlund/Vilhelm Bladin si presentano come asce pronte a demolire qualsiasi muro.
La voce è affidata allo stesso Vilhelm, possiede un buon growling non molto profondo ma alquanto cattivo, l’unica pecca sembra risiedere nel compartimento motore formato da Erik Norbeck al basso e Jonatan Hjalmarsson.
La colpa comunque non è della prestazione strumentale dei due dato che il drumming è alquanto fluido e ben elaborato magari non proprio vario ma diretto, l’inghippo sta in una produzione che diminuisce notevolmente l’incisività in fase d’accompagnamento/spinta puntando a evidenziare il guitarworking ma relegando il lavoro di Erik alle volte in un cantuccio aspettando di sentirlo rivivere per poi, ahimè, quando si accelera rischiare nuovamente di perderne traccia o quasi.
Gli Iscaroth possiedono le capacità per dar vita a qualcosa di realmente importante, un po’ come successo agli Aeon se qualcuno avesse l’occhio un po’ più lungo magari avremmo già sentito parlare di loro.
Consiglio agli amanti del death metal di ascoltare “Era Ov The Cadaver” a manetta più volte.
Anche il non old-school sa offrire emozioni, loro sono una delle tante realtà che lo testimoniano con i fatti.

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