Ishvara - Shape Of A Void To Come

ISHVARA – Shape Of A Void To Come

Gruppo:Ishvara
Titolo:Shape Of A Void To Come
Anno:2020
Provenienza:Italia
Etichetta:Dusktone
Contatti:Facebook  Bandcamp  Spotify
TRACKLIST

  1. Vajrabhairava
  2. Hollow Heart
  3. Relativity Of The Absolute
  4. Shape Of A Void To Come
  5. Mark Of The Plague
  6. Dharmayama
  7. Continuum Vastitaes
  8. Cosmic Frequencies Diffused
  9. Song Of Fire
DURATA:55:05

Nel mare di gruppi dalle formazioni insondabili, quantomeno restando entro i confini nazionali, gli Ishvara hanno iniziato a far parlare di sé qualche anno fa. Il debutto dal vivo — poco meno di tre anni fa — mi aveva lasciato con un buon presentimento, anche se il genere proposto combinato con i suoni non ottimali mi aveva impedito di farmi un’idea chiara.

Shape Of A Void To Come arriva a far luce sulla questione, seppur con un po’ di ritardo: scandagliando i social del gruppo, pare che la composizione fosse ultimata già a marzo 2018, ma il debutto degli Ishvara è stato effettivamente pubblicato alla fine dello scorso anno, sotto l’ala protettrice di Dusktone. A un primo ascolto, il senso di confusione provato dal vivo si è ripresentato, ma in forma molto più strutturata e ragionata: pur essendo ignote le identità dei musicisti — ma posso mettere la mano sul fuoco per quanto riguarda Emanuele Prandoni alla batteria (anche in Progenie Terrestre Pura, Ossario, Anamnesi e altri) — è evidente che si tratti di gente con una certa esperienza sulle spalle. La carne al fuoco è decisamente tanta, su un’impalcatura black metal che però viene sfruttata per infinite variazioni sul tema: a dominare sono sicuramente le tendenze più estreme e di stampo industrial, con carrellate di elettronica gelida e tagliente, tra le quali fa capolino anche una forte componente ritualistica (Īśvara è un concetto induista che indica la divinità suprema, spesso impersonato da Shiva) senza lesinare diversi momenti più melodici.

Le nove tracce di Shape Of A Void To Come sono estremamente omogenee in termini di durata — tutte tra i sei e i sette minuti per quasi un’ora totale — e all’inizio può sembrare difficile capire dove il trio voglia andare a parare; basta però qualche ascolto in più per acquisire un po’ di confidenza e apprezzare un disco che, grazie a notevoli capacità compositive, riesce ad amalgamare egregiamente quello che a primo impatto pare un calderone di ingredienti sfusi. A tal proposito, un ruolo fondamentale è quello delle voci: tra scream taglienti, vocalizzi gutturali e melodie pulite e alienanti, il loro uso sapiente contribuisce in maniera importante a caratterizzare le varie sezioni e dar loro ulteriore spessore con testi intrisi di tematiche spirituali e filosofiche.

Ultimo ma non per importanza, il notevole comparto (icono)grafico: fin dal loro debutto live e anche prima, è chiaro come i Nostri prestino grande attenzione alla loro immagine,  la band difatti si presenta come una sorta di monaci con maschere raffiguranti gli Oni, demoni del folklore giapponese; maschere riproposte anche nell’ottimo artwork di View From The Coffin, autore pure del logo.

Il primo passo discografico degli Ishvara è dunque molto convincente, mi azzardo a dire una scommessa vincente da parte di Dusktone: l’avantgarde black di Shape Of A Void To Come tiene testa alle proprie ambizioni, un colpo di coda nella già ottima annata da poco conclusa per il metal italiano.

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