ITSELF – Make My Suffer Short

ITSELF – Make My Suffer Short

Informazioni
Gruppo: Itself
Anno: 2009
Etichetta: Self-Released
Autore: Mourning

Tracklist:
1.Delirium
2.Ultraviolence
3.I Can’t Stop
4.Psychotic Domination
5.Make My Suffer Short
6.Haloperidol
7.Guess Who I Am
8.Chaos
9.Inner Emaciation Of The Flesh
10.Silent Disease
11.Twisted Into A Malignant Tumor

DURATA: 44:24

Nati come unITSELF - Make My Suffer Short a band formata da cinque elementi, con l’andare del tempo e varie vicissitudini gli ItSelf hanno trovato stabilità artistica divenendo un duo formato da Ricardo Falcon (basso/chitarra) e Estevan Furlan (batteria/voce).
Con questa line-up ridotta viene pubblicato sul finire del duemilanove il loro album di debutto “Make My Suffer Short”.
Se la proposta è decisamente rivolta verso uno degli stili maggiormente esaltato in terra carioca: il Death/Thrash, si nota però che la registrazione e il risvolto sonoro siano legati a un’ impronta prettamente europea o meglio dire est-europea, tanto da ricordare in alcune parti i padri polacchi Vader e i Decapitated.
Prendono decisione indi di mixare e masterizzare il lavoro ai prestigiosi Hertz studios, uno dei templi dell’estremo per eccellenza dove oltre i già citati, altri master della scena come i Behemoth hanno ormai dimora conosciuta.
Undici tracce potenti, ben elaborate che mischiano rasoiate rapide a passaggi fortemente influenzati da groove pesanti e con una vocalità graffiata che ne scandisce ed esprime il corso.
Oltre quaranta minuti di musica che se da un lato viene composta in un periodo dove le soluzioni intraprese dai due sono sin troppo sfruttate e riprese, riesce a colpire con brani corposi e ben impostati iniziando dalla possente “I Can’t Stop”, uno degli episodi fra i migliori del lotto o “Psychotic Domination” pestata e dall’anima Vaderiana (la presenza di Peter & Crew la si potrà riscontrare in più frangenti).
Le influenze evidenti non si presentano però come un problema nello svolgere del disco che ha di suo un carattere dominante e ben si presta all’ascolto ponendosi anche al di sopra delle recenti prove di brand più noti e spompati.
La titletrack “Make My Suffer Short” è arrembante, veloce e dinamica, trova nei brevi stacchi e rallentamenti quegli attimi diversificatori che ne fanno il pezzo principe del platter, Falcon dimostra di essere anche un buon solista intersecando melodia e schizo nelle sue incursioni.
Scorre come un fiume in piena, passando da “Haloperidol” a “Inner Emaciation Of The Flesh” sino ad arrivare alla conclusiva “Twisted Into A Malignant Tumor” ritmi prepotenti e ben inquadrati la faranno da padrone incontrastato.
I ragazzi ci sanno fare, Ricardo offre una gran prestazione in fase di costruzione del riffing e nel supportare le basi con un basso che non si limita al mero compitino ma che sa quando e come prendersi i suoi spazi, Estevan dal canto suo si scartavetra l’ugola e sfodera un drumming che picchia dannatamente (rispetto alle batterie da femminucce scontente di certe produzioni odierne che sembrano suonate da bimbi paurosi è cosa buona e giusta) senza per questo essere quadraticamente schematico.
La produzione si sposa alla perfezione con l’intento diretto come un treno del duo, bello il sound del basso in rilievo spesso e volentieri, è grandioso ogni tanto poter ascoltare lo strumento, che il più delle volte viene penalizzato da laccature e volumi regolati alla meno peggio, come si deve.
Gli ItSelf si esprimono al pieno delle possibilità, “Make My Suffer Short” non sarà il massimo dell’innovazione ma ha dal suo lato uno spessore compositivo notevole, ha grinta da vendere, fa muovere la capa e direi che come inizio non è davvero male.
Volete una badilata in pieno viso? Loro ve la regalano.

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