JACK SLATER – Extinction Aftermath

JACK SLATER – Extinction Aftermath

Informazioni
Gruppo: Jack Slater
Anno: 2010
Etichetta: Unundeux Records
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Pheromon
2. Dysthymia
3. Martyr
4. Funkenflug
5. Happy Hour
6. Omniscience
7. 4 8 15 16 23 42
8. Konstrukt
9. Resser Frednik
10. Extinction Aftermath

DURATA: 34:12

JACK SLATER - Extinction Aftermath Che la Germania da un periodo a questa parte si sia svegliata e rifiorita per quanto riguarda il death metal è cosa abbastanza evidente, in tutti gli ambiti dal tecnico al groove fino ad arrivare al classico o melodico le lande teutoniche stanno dicendo la loro in maniera prepotente.
I Jack Slater sono l’ennesima conferma di quanto affermato, attivi da una quindicina d’anni e con tre album di più che discreto valore, si ripresentano in questo 2010 con un nuovo lavoro “Extinction Aftermath”.
La band ha affinato la tecnica, lavora bene miscelando passaggi thrash addicted, divagazioni in groove e linee melo che inserite in comparti macigno non allentano la tensione di un platter fortemente sopra l’odierna qualità, tendente a un medio costante e che spesso manca di picchi.
Picchi che per grazia si possono apprezzare in una release che ne vanta più d’uno iniziando già dall’opener “Pheromon” che mette in chiaro le potenzialità degli Jack Slater mostrandone in toto il repertorio.
Il thrash mode batte vivo in “Dysthymia” mentre “Funkenflug” e “4 8 15 16 23 42” puntano sulla ricercatezza e il tocco tecnico caro anche a un’altra formazione tedesca, parlo dei Centaurus-A (di cui troverete la recensione del debut nell’archivio del sito).
Violenza allo stato puro è quella che esprimono “Martyr” (leggermente groovy), “Omniscience” e “Konstrukt” dove la componente assalto death e scapocciamento annesso diventano una cosa sola.
La prova strumentale in genere è varia, il riffing è ben costruito e permette all’album di scorrere in maniera fluida evitando che ci siano dei reali “filler”, i pattern di batteria sono stati scelti ed eseguiti oculatamente dando ad ogni traccia un minimo di personalità, evitando così nel complesso quel “pericolo omogeneità” che capita frequentemente d’incrociare il nostro udito.
Nota positiva infine è il cantato che sa essere profondo quanto mantenersi su tonalità medio graffiate che infondono una diversificazione esecutiva importante per delle linee vocali non complicatissime ma calzanti al loro stile.
I Jack Slater hanno confermato di essere in un momento più che felice, chi ha avuto possibilità di godersi “Blut/Macht/Frei” difficilmente rimarrà insodisfatto da questo gioiellino, chi invece non li conoscesse e si ritrovasse fra le mani “Extinction Aftermath” ha un’unica cosa da fare: metterlo su a tutto volume!!!

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