JARI PITKÄNEN & SHUM – Jää / Jég

Gruppo:Jari Pitkänen & Shum
Titolo:Jää / Jég
Anno:2018
Provenienza:Finlandia / Ungheria
Etichetta:NGC Prod. / Aesthetic Death / Frozen Light
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TRACKLIST

  1. Aithér Éneke
  2. Premiata
  3. Fehér Völgy Holtének
  4. Tece A Morto
  5. Uomo
  6. Feledés
DURATA:42:14

È ormai consuetudine, in casa Aesthetic Death, dare spazio a realtà non esattamente metalliche — da poco, il buon Bosj ha passato sotto la sua lente il drone siderale di Arcane Voidsplitter, per dire — e il lavoro a quattro mani firmato Jari Pitkänen & Shum (al secolo Gábor Varsás) si inserisce in questo filone sperimentale, di musiche altre.

In Jää / Jég (ghiaccio, rispettivamente in finlandese e ungherese) questo duo ugrofinnico usa la tavolozza dei suoni della natura per dipingere un quadretto di ambient impressionista in linea col titolo dell’opera. Lo fa a partire da quello che sembra il crepitio di un vinile su “Aithér Éneke” (suoni dell’etere), ma che può essere anche il rumore di uno stillicidio o dell’acqua che cambia stato; i sintetizzatori di Pitkänen tracciano sentieri, creano una segnaletica in mezzo a una selva di suoni la cui origine resta fumosa: il phasing di “Premiata” è forse il più netto di questi percorsi e crea uno stato quasi allucinatorio fino a “Fehér Völgy Holtének” (bianca valle morta), in cui il ghiaccio acceca e stordisce. Al contrario “Tece A Morto” è breve e impenetrabile, i pochi spiragli di luce capaci di filtrare la spessa coltre del drone di fondo sono gelidi e impietosi.

L’unica traccia di vita umana presente nell’album (“Uomo”) risulta — segno del destino — il pezzo più debole di un’opera nel complesso molto omogenea e anche un po’ velleitaria. Certi effetti funzionano se si è capaci di dosarli, quando se ne abusa diventano stucchevoli, e il phasing e il looping di cui Pitkänen e Shum fanno largo uso alla lunga possono annoiare.

Complessivamente Jää / Jég non può dirsi malvagio, ma si porta appresso alcune ingenuità che segano leggermente le gambe alle buone idee di partenza. Un plauso al lavoro di produzione, non è semplice salvaguardare tutte le sfumature di un disco ambient così stratificato.

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