JESS AND THE ANCIENT ONES – Jess And The Ancient Ones

JESS AND THE ANCIENT ONES – Jess And The Ancient Ones

 
Gruppo: Jess And The Ancient Ones
Titolo: Jess And The Ancient Ones
Anno: 2012
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Svart Records
Contatti:

Sito web  Facebook  Twitter  Google Plus  Youtube  Last.fm

 
TRACKLIST

  1. Prayer For Death And Fire
  2. Twilight Witchcraft
  3. Sulfur Giants (Red King)
  4. Ghost Riders
  5. 13th Breath Of The Zodiac
  6. Devil (In G Minor)
  7. Come Crimson Death
DURATA: 52:45
 

Li attendevo, sapevo che i Jess And The Ancient Ones quest'anno avrebbero pubblicato l'album di debutto e speravo proprio che quel mini assaggio offerto da "13th Breath Of The Zodiac" rappresentasse solo una parte del potenziale in dote alla band di Thomas Corpse.

L'ascolto del disco è stato dei più piacevoli ed è normale che quando si tira in ballo un genere come l'occult rock con voce femminile si chiami in causa indiscutibilmente la figura di Jinx Dawson e dei suoi Coven, seguiti a ruota da formazioni dei giorni nostri (The Devil's Blood, Blood Ceremony e Jex Thoth), anch'esse aventi dietro al microfono incantevoli signore come Farida Lemouchi, Aliah O'Brien e Jex Thoth, vere e proprie divinità che incarnano la sensualità dell'oscuro.

Questa commistione di sonorità anni Settanta e metal è ormai quasi una norma, eppure è impossibile non apprezzare la prestazione del gruppo che in sé racchiude tante influenze. Si va da Rory Erickson ai Jefferson Airplane, dagli Atomic Rooster a King Diamond, dagli Iron Maiden ai Led Zeppelin, dagli Abba agli Hawkwind e di nomi se ne potrebbero tirar fuori a bizzeffe. Ovviamente si entra in contatto con i maestri Black Sabbath e le realtà odierne prima citate in maniera cristallina, ma non seguendone con costanza la strada.

Tengo a precisare una cosa: non immaginatevi quell'occult rock pregno di sensazioni scure e intimiste, i Jess And The Ancient Ones sono più esplosivi di molti loro colleghi, sfruttano la vena più godereccia ed esagitata del rock e dell'heavy primordiale per comporre delle belle canzoni. Non meravigliatevi però se ascoltando un pezzo come "Sulphur Giants (Red King)" vi troverete all'orecchio un elegante ibrido tra gli Abba e il mondo «hellucinato» dei Goblin; i secondi si intende più per atmosfera che suono. Questa forma di animo retrò è capace prima di far invaghire e poi del tutto innamorare gli appassionati di ben tre decadi d'arte in musica, unendo alla seduzione di scelte melodiche affascinanti un lavoro di batteria mai complicatissimo ma bello in maniera disarmante e una quantità di riff orecchiabili che si stampano in testa, accompagnati dal costante e rituale supporto dei sintetizzatori.

Ciò che viene da chiedersi è: come immergersi in un disco simile? Dimenticate tutto ciò che avete intorno, la notte più profonda e silenziosa o l'uso delle cuffie vi saranno di aiuto, premete il tasto «play» e di traccia in traccia lasciatevi investire da brani che gireranno e gireranno nei meandri del vostro cervello ripetutamente. I Finlandesi racchiudono il meglio nell'orgasmica doppietta conclusiva che vede susseguirsi le atmosfere blues di "Devil (In G Minor)" e "Come Crimson Death", pezzo memore degli insegnamenti dell'area progressive settantiana il cui finale è un crescendo emotivo che la voce di Jess rende ancor più intenso.

"Jess And The Ancient Ones" è coinvolgente, ottimamente suonato e prodotto. Altro che vampiri, l'unica cosa che mi sta dissanguando è la musica, ma non posso proprio pensare di mancare l'acquisto, sarebbe un reato e quindi mi toccherà spendere ancora. Il mio consiglio non può quindi che essere dei più scontati: compratelo.

Facebook Comments