Joads - Yersinia Pestis | Aristocrazia Webzine

JOADS – Yersinia Pestis

Gruppo: Joads
Titolo: Yersinia Pestis
Anno: 2022
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti:  Facebook Youtube Bandcamp
TRACKLIST

  1. Old Man’s Fairytales
  2. Dark Bitchcraft
  3. Yersinia Pestis
  4. I Saw You
  5. 20 Minutes Of Lucid Madness
  6. Sub-Gore
  7. Camera Ardente
DURATA: 22:38

Quando si parla di musica del Male, chiamare in causa le forze demoniache, la stregoneria e la brutalità è un po’ come decidere di vestirsi di nero in qualsiasi occasione: una scelta ormai sdoganata, ma che non stanca davvero, soprattutto se portata avanti con determinazione.

I Joads sembrano fortemente convinti di questo sodalizio tra musica e forze del Male; anzi, hanno deciso di calcare ulteriormente la mano e di evocare il mefitico batterio responsabile della letale Peste Nera del quattordicesimo secolo. Così, ecco emergere dall’ombra e dai fumi pestilenziali Yersinia Pestis, il primo full length di questo gruppo che gravita attorno al — quasi — hinterland milanese, nella fattispecie Legnano.

Nonostante Yersinia Pestis sia la prima release corposa da parte della band, i Joads sono attivi già da più di un decennio. Finora hanno pubblicato una demo, un EP e una manciata di singoli; due dei loro membri militano anche negli storici Gory Blister.

Ad un primo sguardo, l’artwork di Yersinia Pestis mi ha fatto pensare che mi sarei trovata ad ascoltare un disco black intriso di atmosfere gotiche sulla falsariga di Hecate Enthroned e dei più arzigogolati Cradle Of Filth. Niente di più sbagliato, considerando anche i precedenti dei Joads: non appena inserito nello stereo, quest’album mi ha subito rovesciato addosso una scrosciata di death metal oscuro, brutale e massiccio come un infuocato pilastro infernale.

I Nostri si mostrano vicini alla scuola statunitense e incanalano tutto il marciume oscuro e possente di band come Suffocation e Dying Fetus, aggiungendo anche una parte della componente ieratica di cui sono portatori soprattutto i Nile; ne risulta un album lineare e coerente dall’inizio alla fine, all’interno del quale non ci troviamo di fronte ad un unico muro sonoro, ma viene dato spazio anche a parti melodiche di cui, oltre alle consuete chitarre, anche il basso diventa protagonista.

Il tutto è reso ancor più mefistofelico dai testi stilati dai Joads, che vertono ora sulla possessione demoniaca (“Dark Bitchcraft”), ora sulla distruzione putrida della pestilenza (la title track, ça va sans dire), per terminare con delle scene gore in cui il pathos si fa sempre più evidente, queste ultime evocate soprattutto da “20 Minutes Of Lucid Madness”.

Non so se Yersinia Pestis abbia esattamente quell’elemento wow che possa collocarlo fra le migliori uscite death metal del decennio, ma una cosa è certa: si tratta di una release solida, convincente e coerente, senza sbavature di sorta e pronta ad annichilire chiunque sia abbastanza coraggioso da voler procedere nell’ascolto di un disco brutal death. Per me, questo basta a definirlo un buon disco che tenga agevolmente compagnia per più di un ascolto. Approvato.