Johansson & Speckmann - The Germs Of Circumstance

JOHANSSON & SPECKMANN – The Germs Of Circumstance

Gruppo:Johansson & Speckmann
Titolo:The Germs Of Circumstance
Anno:2020
Provenienza:Internazionale
Etichetta:Soulseller Records
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TRACKLIST

  1. The Germs Of Circumstance
  2. One World One Leader
  3. Take The Lions Share
  4. I Was Left To Stare
  5. Generations Antidote
  6. Confessions Of A Vital Leader
  7. Provoke The Collective
  8. Devour Engage The Hour The Rage
DURATA:26:19

Se mastichi un minimo di death metal, Paul Speckmann e Rogga Johansson non hanno bisogno di presentazioni, visto che tra l’uno e l’altro l’elenco dei gruppi cui hanno messo mano è lungo più del mio braccio. Il primo ormai viaggia verso i sessanta ed è parte dell’underground estremo da quasi quattro decenni, da quando i Master mossero i primi vagiti nel 1983, mentre il secondo è un po’ più giovane, ma i suoi Paganizer (e alcuni degli altri 843 progetti di cui fa parte) si avvicinano pericolosamente al quarto di secolo di attività. Che due animi così inquieti e al tempo stesso produttivi si incontrassero era solo questione di tempo, e infatti nel 2013 spuntò Sulphur Skies, primo album di una collaborazione che, col senno di poi, si sarebbe rivelata e si sta tuttora rivelando stabile e fruttifera, visto che questo The Germs Of Circumstance è il quinto disco in meno di dieci anni. Ecco, alla luce di questo ritmo di pubblicazione e del fatto che il solo Rogga ha pubblicato undici album nel 2020 (di uno, quello dei Furnace, abbiamo pure scritto qui), balza subito all’occhio una filosofia di vita piuttosto distante da quella dei Bolt Thrower, che dopo Those Once Loyal decisero di buttare via un disco già scritto perché non abbastanza buono. Johansson, al contrario, sembra animato dalla bramosia di pubblicare quante più opere e partecipare a quanti più progetti possibile, senza preoccuparsi troppo di lavorare di cesello e puntare sulla qualità. Più compatto e meno sbrodolato il curriculum di Speckmann, che al momento si limita a continuare a guidare i suoi Master e a lavorare a gruppi e dischi sparsi di quando in quando, come i Death Strike (recentemente rinati con l’attuale formazione dei Master).

Lunga digressione per arrivare al merito della musica di Johansson & Speckmann, che purtroppo più che un supergruppo è un super riciclaggio di tutto ciò che i due hanno fatto sentire nei loro venti o trent’anni di carriera. Non che ci si possa aspettare qualcosa di diverso, quando si scrive per così tanto tempo la stessa musica e si pubblica in continuazione. Quindi death metal classico, vecchia scuola, con qualche cavalcata thrashy a intervallare la cascata di riff che si susseguono senza posa uno dietro l’altro, uno dopo l’altro, uno sopra l’altro. Mentre Rogga molesta basso e chitarra, Paul canta con quella sua voce storta e acidula, lanciando invettive contro governi e poteri forti come da quasi quarant’anni a questa parte. Non è dato sapere quale sia la sua opinione sulla pandemia e su tutto ciò che le ruota attorno, ma sono pronto a scommettere che il 2020 non abbia aiutato ad accrescere la sua fiducia nelle istituzioni.

Alla fine di tutto, The Germs Of Circumstance non riesce però a incidere quanto vorrebbe (o forse dovrebbe, visti i nomi coinvolti), e finisce per essere nulla più di una collaborazione tra amici che campano a pane e musica estrema. Meno di mezz’ora di death metal senza compromessi, ma anche senza sussulti. Per qualcuno magari è abbastanza, io, con tutta la musica di livello che esce quotidianamente, avrei apprezzato qualcosina in più.

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