JOHN ZORN – Templars – In Sacred Blood

 
Gruppo: John Zorn
Titolo:  Templars – In Sacred Blood
Anno: 2012
Provenienza:  Stati Uniti
Etichetta: Tzadik
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TRACKLIST

  1. Templi Secretum
  2. Evocation Of Baphomet
  3. Murder Of The Magicians
  4. Prophetic Souls
  5. Libera Me
  6. A Second Sanctuary
  7. Recordatio
  8. Secret Ceremony
DURATA: 43:12
 

Chi conosce John Zorn sa che quest'artista ha le mani in pasta un poco dappertutto e che con lui l'estremismo assume forme astrusamente diverse da quelle conosciute dal metallaro tipico. La squadra agli strumenti è composta di musicisti di calibro che eseguono, diretti a bacchetta, le composizioni del loro mentore Zorn. Rammento che, ironicamente, in tedesco "Zorn" significhi ira, rabbia.

Definire l'appartenenza di un gruppo a un genere o all'altro è un compito ingrato e sovente inutile. Qui è piuttosto facile, poiché John Zorn è uno dei fondatori di quello stile definito come Jazzcore. Già da anni egli sperimenta con le sonorità estreme e non teme di tuffarsi nel rumore vero e proprio.

Arduo è invece vedere dove termini il Jazz e dove cominci l'Hardcore in questi pezzi difficili, pieni di cambiamenti di tempo e altamente complessi. Il lavoro, molto concettuale, sviluppa il tema dell'Ordine dei Templari, utilizzando nei testi anche passaggi latini che, e qui sono sorpreso, sono scanditi da Mike Patton senza quell'orribile accento tipico per gli anglofoni. Chi vi scrive è un grande ammiratore dei Nomeansno e delle loro sonorità. La musica su "Templars" mostra un carattere più crudo, definito anche da tastiere; la voce corrosiva non è una di quelle più melodiche, pur sorprendendo con la sua flessibilità stilistica; malgrado ciò incontro parecchi paralleli come lo stile impiegato da Trevor Dunn al basso e alcuni passaggi di ritmica chitarristica che mi ricordano molto i canadesi.

L'essere convenzionale è un desiderio di tanti e proprio queste persone dovrebbero tentare di restare a distanza dalle composizioni di John Zorn. "Templars" è un'opera, uso di proposito questo termine, sì di difficile accesso ma che offre ampie sensazioni allucinanti e spazia musicalmente in diverse dimensioni, temporali e generiche. Il Jazz è il costrutto in cui s'intrecciano delirî psichedelici, esperimenti vocali tenebrosi, dissonanze Hardcore, ritmi ossessivi e quasi rituali.

Questo disco è un lavoro che porta la netta firma di musicisti professionisti che padroneggiano i loro strumenti. I lettori che sono ammaliati dalla musica sperimentale, godranno all'ascolto di questo CD impegnativo.

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