JUDGMENT HAMMER – Arbiter Of Fate

JUDGMENT HAMMER – Arbiter Of Fate

Informazioni
Gruppo: Judgment Hammer
Anno: 2009
Etichetta: Autoprodotto
Autore: Mourning

Tracklist
1. Lightning War
2. Judgment Hammer
3. Treason
4. Never Repent
5. No Surrender
6. Kill Or Be Killed
7. Swift Justice
8. Join Or Die
9. Thicker Than Water
10. Brazen Serpent

DURATA: 58:58

JUDGMENT HAMMER - Arbiter Of Fate I Judgment Hammer si presentano come l’ennesima formazione dedita ad alimentare il revival thrash degli ultimi anni, sì in parte è vero ma i ragazzi fanno anche molto più di questo per fortuna.
Nati come The Four Horsemen nel 2004 con due demo all’attivo e un bel po’ di cambi in line up hanno trovato una stabilità che vede adesso questi personaggi a dar vita alla band: Jared Kiess chitarra e voce, Aaron Gericke chitarra, prima era il bassista, Sid La Tray dietro le pelli e Dustin Fungere al basso.
L’album “Arbiter Of Fate” è un’opera completamente auto prodotta e libera da legami o dettami riconducibili a scelte di settore delle label, a dirla davvero tutta, questo se non fosse per il monicker sconosciuto ai più potrebbe girare come il miglior album post 1988 dei Metallica.
Già perchè il sound del quartetto è di pura ed evidente derivazione “Four Horsemen” del periodo d’oro, le sensazioni che i vari brani riescono a tirar fuori dal cilindro mi riportano appena prima dell’adolescenza quando incrociai sulla mia strada i primi lavori di Heitfield e soci, epoca in cui il signor Kirk Hammett riusciva a fare più di due accordi, azzeccare un assolo e non si vedeva Ulrich annaspare anche per riprodurre un quattro/quarti del cavolo.
Durante il trascorrere dei vari episodi qualche accenno ai Megadeth ed Exodus primordi verrà a galla arricchendo ancor più un suono che per quanto old risulta essere fresco e genuino a impatto con l’orecchio.
Vocalmente la presenza degli Anthrax nella figura di Joey Belladonna fa la sua comparsa, il modo d’approcciarsi alle canzoni di Jared miscela la grinta del James d’annata con tonalità più acute che conducono proprio al da poco rientrato cantante dei newyorkesi.
Le tracce pur possedendo una durata che in media va oltre i cinque minuti riescono a tenere attiva la carica esplosiva, lievi e trascurabili cali si possono notare solo nei fraseggi forse allungati eccessivamente in occasione di parti esclusivamente strumentali, con uno o due giri in meno sarebbero risultate più dirette.
La musica è aggressiva, evita di perdersi in forzature tecniche, veloce, tagliente e accattivante spicca così a ripetizione in episodi quali “Judgment Hammer”, le mazzate offerte da “Kill Or Be Killed”/”Swift Justice” e le allentate “Never Repent”/”Thicker Than Water” a dimostrazione che anche quando i ritmi si dilatano sanno come districarsi.
La produzione non è perfetta, sporca ma non così tanto da poter dar fastidio all’ascolto, anzi per chi ama il “vero” sound anni Ottanta è manna dal cielo.
Volete thrash metal? Desiderate musica che sia sincera e che grondi passionalità? In questo caso non dovrete far altro che inserire i Judgment Hammer con il loro “Arbiter Of Fate”, potrete riscontrare che per creare un platter che abbia possibilità di divenire col tempo un classico non bisogna avere una label che sborsi e iperproduca ma talento e immedesimarsi nello stile vivendolo. Thrash: ON!!!

Facebook Comments