JUDITH – The Path

 
Gruppo: Judith
Titolo:  The Path
Anno: 2010
Provenienza:   Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti:

Myspace

 
TRACKLIST

  1. Dark Garden
  2. Innocence Inside
  3. Sigillo
  4. Eden Lost
  5. The Door
  6. My Everything
  7. Thirsty Forever
DURATA: 27:15
 

Opera prima in versione solistica per la voce clean/lirica dei nostrani Raving Season, Judith la bella e brava cantante romana ha da poco rilasciato il proprio debutto in veste di compositrice intitolato "The Path".

Atmosfere candide ma non sempre cristalline quelle che s'incrociano nel sentiero che l'autrice intraprende nelle sette tracce che lo compongono, è innamorata della luce e di quel brio che la vita sorretta da una convinzione (o definitela fede se volete) forte riesce a imprimere, non vi è pregiudizio che tenga quando si trova la spinta che fa ruotare il proprio mondo nel verso corretto.

Mi ha colpito la frase finale con cui nei crediti dedica la sua arte a chi si vuole distaccare da un mondo che tende a ingrigirsi coprendo le emozioni, citandola testualmente:

"This Music Is Dedicated To All The People That Continue To Trust Light Fighting This World Covered In Fog".

Non farò paragoni con altri artisti, in questo caso l'attrazione fondamentale oltre le note perfettamente incasellate e vibranti, consiste nel comparto ampio e vario di sensazioni che l'ascolto di "The Path" rilascia, la voce di Judith è suadente, delicata ma al tempo stesso possiede un velo sottile melancolico che emerge in quelle parti più intense e in quei brevi momenti in cui sembra prendere fiato quasi interrotta dallo scendere giù di una lacrima.

Tanto è il pathos che fa emergere da creare una fine divisione umorale fra la gioia appena accennata d'aver compiuto un passo in avanti nel cammino intrapreso e il ricordo del dolore/ostacolo appena superato, che seppur affievolito si fa ancora sentire, i cambi atmosferici non sono mai netti, sono le sfumature che si prendono sulle spalle il pesante fardello del dar forma alle variazioni, cosa che avviene in più frangenti.

I testi inseriti nel mini booklet sono concisi ma molto più che rappresentativi della passione immessa in quelle poche parole, vengono supportati da una prova pianistica perfetta nell'evitare di cadere nella mera tecnica, canzoni come "Sigillo" e "Thirsty Forever", sulle quali ricade la mia personale preferenza, entrano dentro l'anima come un coltello nel burro, la facilità con la quale si fanno strada e la voglia con cui le si rimette su è la prova che il centro è stato colpito.

In quest'avventura Judith è stata accompagnata da Roberto Romano, avrete già letto di lui in un'altra recensione, quella degli Hauling The Cinder, progetto che lo vede protagonista, in questo specifico caso ha dato una mano a curare gli arrangiamenti e si è occupato della produzione effettuata nei capitolini Early Reflections Studios.
Bello il supporto grafico offerto dalla Adhiira Art, il sentiero che attraversa il bosco con quella ragazza intenta a perseguire la propria strada è la miglior descrizione possibile per dar raffigurazione a "The Path".

La musica è spesso un diversivo, uno sfogo e non nego che in quel campo è difficile ci sia qualcosa di meglio, alle volte però dischi come questo possono divenire un appoggio morale e una compagnia gradita in momenti in cui si ha bisogno di risollevare la testa non sbattendo contro un muro ma ragionando a mente serena, una carezza può svegliare più di un pugno, "The Path" n'è la prova tangibile.

 

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