K.L.L.K. – Le Brasier Des Mondes

 
Gruppo: K.L.L.K.
Titolo: Le Brasier Des Mondes
Anno: 2017
Provenienza: Francia
Etichetta: Caligari Records
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TRACKLIST

  1. Equinoxe I
  2. Celebration I: Le Souffle Primordial
  3. Solstice I
  4. Celebration II: L'Eveil Du Ble D'Or
  5. Equinoxe II
  6. Celebration III: Le Brasier Des Mondes
  7. Solstice II
DURATA: 43:37
 

Debutto sulla lunga distanza, dopo qualche uscita minore e poco più di un lustro di esistenza, per i francesi K.L.L.K.: all'inizio di quest'anno ha infatti visto la luce "Le Brasier Des Mondes", album patrocinato da Caligari Records uscito in doppia versione (cassetta e CD), in cui il lavoro di mastering è stato affidato a Loïc F., figuro già conosciuto in questi lidi come responsabile dei progetti N.K.V.D. e Autokrator. E ora che sono state esplicate le necessarie formalità di presentazione, passiamo alle cose davvero importanti: la musica ivi contenuta.

Prescindendo per un istante dai tratti più onirici e sperimentali degli intermezzi, al cui interno si alternano vibrazioni spaziali, liquide rarefazioni Ambient, spasmi elettronici e retrogusti rumoristi, l'opera nella sua globalità si potrebbe catalogare come un disco di Black Metal atmosferico; tuttavia, tale definizione sarebbe poco precisa e non esauriente.

La proposta ricreata dai Nostri risulta un'alienante miscela tra un Black Metal claustrofobico dagli echi soffusi, di chiara ispirazione oltreoceanica, e pachidermici passaggi di stampo Doom, evocanti atmosfere opprimenti e malinconiche. Per quanto inverosimile, tutto ciò mi ha fatto pensare a un improbabile connubio tra le inclinazioni più malsane di Xasthur e sofferente compagnia statunitense e i sentori più apocalittici dei Katatonia di "Dance Of December Souls": a conti fatti, il materiale ha dunque il suo discreto potenziale.

L'insieme musicale sopra descritto viene declinato oltretutto in una salsa concettuale di non così semplice assimilazione, poiché "Le Brasier Des Mondes" è strutturato come un rituale (sebbene in verità la musica qui trattata di rituale abbia ben poco), scandito dalle fasi del Cosmo e diviso di conseguenza in tre celebrazioni, intervallate alternativamente da un equinozio e un solstizio.

Nonostante ciò, il disco va analizzato come un unico corpus, in quanto rappresentazione dei cicli sempiterni che regolano l'esistenza di ogni creatura: oltre a contenere estratti del pensiero di personaggi ben noti come Julius Evola e Mircea Eliade, l'opera viene appunto presentata come l'interpretazione terrena di dinamiche cosmiche, dal primo impulso vitale alla necessaria e fisiologica morte, passando per gli intermedi stadi di trasformazione.

Se è vero che la carne al fuoco è tanta e la proposta è appetibile, è tuttavia vero anche che questo esordio dei K.L.L.K. non è scevro da alcuni difetti, in particolare una lieve tendenza a un certo ricircolo di soluzioni. In aggiunta, forse potrebbe essere auspicabile un pizzico di originalità, di approfondimento e di personalizzazione in più, soprattutto considerando gli argomenti trattati.

"Le Brasiers Des Mondes" è un debutto sicuramente interessante e sfaccettato, su cui forse pesano soltanto un po' l'età relativamente giovane del progetto e la correlata inesperienza, ma che può essere un'ottima rampa di lancio per il futuro: rimarremo sintonizzati per vedere quali saranno le prossime mosse della compagine transalpina, per ora però buona la prima!

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