KAKTUS PROJECT – Superstition

 
Gruppo: Kaktus Project
Titolo: Superstition
Anno: 2011
Provenienza: Francia
Etichetta: Metalodic Records
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TRACKLIST

  1. Farewell
  2. Superstition
  3. Above The Flame
  4. Tonight
  5. Possession
  6. The Sadness
  7. Dark Room
  8. Alone In The Dark
  9. Cold In The Night
  10. I'm Living In My Death
  11. My Tears
  12. Resurrection
  13. Bohemian Rhapsody [traccia bonus]
DURATA: 55:26
 

Dietro il nome Kaktus Project si cela la mente del chitarrista transalpino Sylvain Rouvière. Con l'uscita del debutto "Superstition" l'artista si diletta in una prestazione di base heavy-power, destreggiandosi egregiamente, attingendo dai lidi melodici classici e sfruttando in maniera piacevole frangenti più orecchiabili e hard rock, dando al disco una fruibilità alta e una discreta varietà di proposta.

La lunga lista degli ospiti all'interno del lavoro ricorda quella di metal opere firmate Avantasia e Soulspell, troviamo fra gli altri cantanti del calibro di Oliver Hartmann, Mike Di Meo e la bella oltre che brava Amanda Sommerville, il chitarrista Matthieu G. Plana e il tastierista Oliver Palotai a supportare una scaletta che con destrezza e un saliscendi emotivo — probabilmente evitabile — si lascia ascoltare con piacere. È evidente che il Francese punti soprattutto su brani che sappiano combinare una movenza andante, come quella riscontrabile in episodi tipo "Superstition", "Above The Flame" e "Possession", con un passo più felpato e seducente, si vedano invece canzoni come "The Sadness", "Dark Room" o le ballate "Tonight" e "My Tears" in cui appare la suadente voce di Amanda.

"Superstition" di per sè offre una prova che permette di passare un'ora in compagnia di buona musica, fra ritornelli piacevoli, divagazioni solistiche tecnicamente apprezzabili e un'armonia di base fra l'operato di Rouviere e i suoi ospiti, pur non possedendo chissà quale picco qualitativo memorabilie. Discorso a parte va fatto invece per la cover di uno dei pezzi più conosciuti dei Queen, "Bohemian Rhapsody", che onestamente pur non essendo interpretato malamente è difficile da valutare al solo pensiero di poter fare un qualsiasi confronto con l'originale: lo si prenda quindi per ciò ch'è e via.

Il progetto ha piantato le basi, starà a Sylvain farci vedere di quale pasta è fatto davvero. Per ora "Superstition" viene risucchiato in quel limbo che racchiude i tantissimi lavori dotati di buone potenzialità, tuttavia privi ancora di una forma definitiva, sarà quindi il tempo a fornire indicazioni sulla sorte dei Kaktus Project: rimarranno impantanati in queste sabbie mobili o sapranno uscirne a testa alta? Vedremo.

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