KAMIKABE – Aberration Of Man

KAMIKABE – Aberration Of Man

Informazioni
Gruppo: Kamikabe
Titolo: Aberration Of Man
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Unique Leader
Contatti: facebook.com/kamikabe
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro
2. Leprous Divinity
3. The Rot
4. Sufferer
5. The Process Within
6. Interlude
7. Nefarious
8. Magure
9. Only The Dead Rest
10. Ungoliant

DURATA: 33:26

La Unique Leader è una label attenta che, pur non mollando la presa e mantenendo il proprio roster sempre colmo di realtà brutali e “slammate” che riescono ad appassionare anche chi segue da una vita la scena death metal, continua la sua politica di supporto alla scena “core” oriented. Dopo i Rings Of Saturn, divertenti “pipparoli” dalle atmosfere sci-fi, e i Fallujah, formazione della quale ho particolarmente gradito il debutto “The Harvest Wombs”, presentano una nuova realtà entrata a far parte della loro famiglia: i Kamikabe.
La band di Pittsburgh aveva sino a questo momento prodotto due ep (“Strenght The Carrion” e “Aporia”), il 2012 come lo è già stato per tanti, diviene anche per questo quintetto l’anno della prima uscita ufficiale, è stato infatti rilasciato il full “Aberration Of Man”.
Sul fatto che la proposta fosse brutale non vi erano dubbi, in altrettanta maniera era certa la presenza di break-down, per fortuna gestiti in maniera efficace e assorbiti all’interno di un paio di tracce in modo da non risultare una presenza ossessiva. I musicisti sono tecnicamente preparati, lo si nota dal numero di cambi di tempo e dal modo con il quale fanno pervenire all’orecchio il discreto gusto per gli inserti melodici, abili nel farsi strada fra quelle ondate di pura violenza.
La tracklist è tirata, le ritmiche vengono frequentemente mantenute alte di giri e infoltite da varianti progressive pronte a renderne l’incedere articolato e altalenante. “The Rot” e le successive “Sufferer”, condita da scansioni in d-beat e sezioni di guitarworking vertiginose, “The Process Within”, quella che si potrebbe catalogare come la killer-song del disco, e “Magure” si prestano all’ascolto evitando di nascondersi dietro la solita sequela di “seghe” sui manici, affondano invece la botta e nei frangenti in cui i Kamikabe decidono di assumere una posizione più ferrea, diminuendo la velocità e inspessendo il corpo delle canzoni, viene fuori una “Magure”.
Formalmente non c’è nulla che non vada in un disco come “Aberration Of Man”, la partecipazione di George Ficco dei The Faceless in “Only The Dead Rest” arricchisce l’ennesimo brano dall’impatto devastante, mentre “Ungoliant”, la traccia più estesa del lotto con i suoi sette minuti di durata, “elimina” la sezione vocale a favore di una prestazione univocamente strumentale e chiude il discorso in un crescendo atmosferico dai toni cupi.
Il punto è: tutto ciò basterà a convincervi? L’esordio di questi statunitensi è sicuramente ben fatto, la produzione è curata soprattutto sotto l’aspetto della pulizia, caratteristica necessaria per apprezzare sia le doti tecniche in possesso della band che permettere al sound di attenersi alle coordinate moderne alle quali senza mezzi termini dichiara d’appartenere. Nel caso in cui ciò fosse per voi un limite, potreste aver già trovato un motivo per allontanarvi dalla proposta dei Kamikabe, l’altro potrebbe essere chiaramente il rimando a certe modalità “core” osteggiate da coloro che preferiscono una visione old school del mondo death.
Scegliete da che parte stare, aprite il cassettino del lettore, fate girare il cd e poi decidete, in fin dei conti un passaggio “on air” non lo si nega (quasi) a nessuno.

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