KAMLATH – Stronger Than Frost

KAMLATH – Stronger Than Frost

Informazioni
Gruppo: Kamlath
Anno: 2011
Etichetta: Solitude Productions/Bad Mood Man
Contatti: www.myspace.com/kamlath
Autore: Mourning

Tracklist
1. Ishger
2. Seven Thousand Winters
3. Thy Revelation
4. Stronger Than Frost
5. One Tired Wise
6. Dawn Of Credence
7. From Siberian Deeps

DURATA: 41:43

Il Siberian Metal proprio mi mancava, è questa l’etichetta con cui si presenta questa nuova realtà, una formazione creata da due musicisti nativi di quelle lande, Max Konstantinov e Peter Shallmin, ma che racchiude in sé due elementi conosciutissimi come Mike Wead (Mercyful Fate/King Diamond, Candlemass, Memento Mori, Abstract Algebra) e Dennis Leeflang (Within Temptation, Bumblefoot, Sun Caged, Lita Ford) e uno dei singer più promettenti del panorama italiano, Marco Benevento (The Foreshadowing), bella line-up.
Perché Siberian Metal? Perché il concept dell’album è incentrato sulla storia della comunità culturale siberiana, sull’orgoglio di un popolo che convive con un gelo che non ha mai fine provando a mantenere vive le proprie tradizioni.
Musicalmente potrebbero esser ricollegati al filone dark metal, le tonalità scure infatti avvolgono le note composte dal quintetto, certo è che alcuni frangenti hanno uno stampo gotico, altri tendono ad assumere connotazioni doomiche più intime grazie all’ipnotica voce di Marco che non si limita a una prestazione poeticamente dolciastra ma in alcuni brevi passaggi sfiora un accennato growl.
Ciò che rende sublime un disco simile è la facilità con cui le tracce rimangono in testa, si fanno ascoltare e rimandare “on air” più e più volte, sia l’alito freddo del vento su cui si appoggiano lievi le armonie vocali nell’opener “Ishger” e la conclusiva “From Siberian Deeps” a incantarvi o il modo in cui il combo assesta cambi di tempo improvvisi in “Seven Thousand Winters” e “Dawn Of Credence”, scelga di rimanere ancorato alla parte più intima e narrante in “Thy Revelation” o di divenire lievemente più severo mostrando la parte combattiva nelle fasi più ruvide di una “Strongher Than Frost”, avrete fra le mani una release che si distingue dalla massa in quanto possiede un’anima personale.
La bravura dei singoli artisti è fuori da qualsiasi discussione, è giusto far notare però che pur avendo in cantiere materiale umano dotato di capacità tecniche molto elevate, non c’è forma di autocompiacimento, il drumming è dinamico e vario passando da fraseggi più o meno complicati ad altri elementari ma raffinati, la chitarra solista una volta entrata in scena si mantiene coerente e piacevolmente collegata al mood e allo stato in cui si sta evolvendo il brano senza strafare.
In poche parole tutto è in ordine e con un Benevento ammaliante (anche se a volte potrebbe tendere a monotonizzare l’ascolto a furia di mantenere costante l’approccio fatto di linee vocali sommesse) il quadro dei Kamlath è completo.
La produzione dei nostrani Temple Of Noise Studios dal canto suo fornisce un’ulteriore mano offrendo alla strumentazione in toto i dovuti spazi e supportando efficientemente il comparto atmosferico, mi sembra giusto tirare in mezzo anche il bel lavoro grafico che Seth Siro Anton ha realizzato, il modo in cui da vita alle figure è alquanto riconoscibile, ero quasi certo fosse suo sin dalla prima volta che la vidi.
Orecchiabile, ben suonato e composto, elegante e melancolico, cosa si può chiedere di più a un disco come “Strongher Than Frost”?
Quando la musica è così valida l’unica cosa da fare è mettere mano al portafoglio e farla propria, no other way guys!

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