KARHU – Survival Of The Richest

 
Gruppo: Karhu
Titolo:  Survival Of The Richest
Anno: 2012
Provenienza:  Inghilterra
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Lambent
  2. Reality 2.0
  3. B-Vera
  4. KERpaser
  5. Survival Of The Richest
  6. Ignorance
  7. The Dream
  8. D-44
  9. Isa
  10. Darker Days
  11. Feeder
  12. Open
  13. Vinette
DURATA: 51:48
 

Nelle recensioni mi sono lamentato più volte del fatto che lavori di pregevole fattura non avessero ricevuto nessun supporto dalle etichette di settore, torno a farlo anche stavolta con il progetto britannico/finnico dei Karhu (la traduzione italiana del nome finnico è "orso", c'è anche una popolare birra di quella nazione che si chiama così) scrivendo del loro "Survival Of The Richest".

In un panorama metal nel quale le uscite di stampo metalcore sembrano non finire mai, con il loro fare spiccatamente fruibile, continuando di questo passo potremmo trovare citata anche Rihanna fra le influenze principali di certe nuove realtà, vi sono anche musicisti che riescono a far brillare ciò che contestualmente viene inserito nel filone del non lo sopportiamo più. È infatti innegabile che il metallaro e l'ascoltatore di estremo in genere siano totalmente annoiati, per non dire infastiditi, dalle uscite di gente come As I Lay Dying quanto Whitechapel, Trivium e amenità similari.

Quanto proposto dal quartetto composto da Osku Kinnunen (chitarra e growl), Joseph Parry (chitarra e clean), Oliver Davis-Gower (batteria) e Matthew Morris (basso) è un tipo di composizione che vira continuamente e repentinamente in più direzioni, possiede il groove di creature come i Lamb Of God, l'appeal di certe soluzioni di stampo Opeth, la visione moderna di una realtà interessante quali sono gli Allegaeon, le movenze progressive e alternative del rock di gente come gli At The Drive In e credetemi se vi dico che di nomi ve ne gireranno parecchi in testa.

La dote principale del disco sta nel riuscire non solo a farli convivere, ma a tramutarli in canzoni che non annoiano, si lasciano ascoltare, riascoltare mantenendo con assiduità viva l'attenzione, a cos'è dovuto questo risultato? I Karhu non hanno la bacchetta magica, non mettono la mano nel cilindro tirandone fuori un coniglio bianco, sono dei ragazzi che hanno però ben chiaro come si assembla un pezzo evitando di rinchiudersi nel circolo vizioso degli standard prefabbricati, quei limiti invalicabili per coloro che suonano metalcore da settemila breakdown a brano e cori degni dell'Antoniano (i bambini eccellono mentre loro no).

Fra le tante motivazioni plausibili che si pongono a favore di questi ragazzi vi sono i cambi di tempo e le dinamiche ritmiche coinvolgenti conferite alle canzoni, Oliver dimostra di sapersela cavare anche in situazioni dagli sviluppi più celeri come avviene per esempio in "Ignorance", e il perfetto connubio vocale tra il growl di Osku e il cantato pulito di Joseph, che palesemente in più di una circostanza porta alle mente il signor Chris Cornell, distante anni luce dalla solita accoppiata "urlatore da fiera – adolescente in amore" che osa devastarci i timpani con sempre più malvoluta costanza.

Potrei consigliarvi un brano piuttosto che un altro ma non lo farò, il disco gira bene ed è integralmente godibile, ovviamente a patto che abbiate un minimo di voglia d'andare oltre la visione a compartimento stagno dell'integralismo metal. È sì musica moderna e ibrida, tuttavia non essendoci cadute di stile rovinose né tantomeno chissà quale deriva pop a potervi causare dolori intestinali, dovreste almeno provare a dare una chance a "Survival Of The Richest".

I punti deboli? Devono essercene per forza? Sì, la derivazione da più identità è chiaramente riscontrabile, però non è affatto di peso; la tecnica a disposizione dei musicisti è ben più che discreta; la produzione curata quanto basta in maniera da estraniarsi dalla moda da confezione asettica dell'ultima ora. Possiamo far "girotondo" quanto volete, se è di una risposta che necessitate, se avete interesse sia nello sbatacchiare la testa che nell'avere all'orecchio un album capace d'intrattenervi con canzoni di qualità, i Karhu fanno sicuramente al caso vostro.

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