KEHLVIN – The Orchad Of Forking Paths

 
Gruppo: Kehlvin
Titolo:  The Orchad Of Forking Paths
Anno: 2012
Provenienza:  Svizzera
Etichetta: Division Records
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TRACKLIST

  1. This Is Mere Noise
  2. Troy Von Balthazar
  3. The Metaphysical Trout
  4. Grady Robinson
  5. Melon Fucker
  6. Whip This
  7. Why I Am Not
  8. The Orchard Of Forking Paths
DURATA: 50:44
 

Il nome Kehlvin è al terzo giro sul nostro sito, l'abbiamo già incrociato accoppiato a quello dei Rorcal nell'uscita a titolo "Ascension" recensita da Advent e Ticino ha avuto modo di saggiarne le qualità in sede live all'Impetus Festival, a me invece l'onore e il piacere di scrivere della nuova pubblicazione, la seconda in formato di lunga durata, "The Orchad Of Forking Paths".

La band svizzera è passata a un altro stadio, più avanzato, cosciente e incline a guardare oltre, il post-hardcore primorde è divenuto ancor più bastardo e fermo nelle intenzioni grazie a infiltrazioni sludge calibrate in maniera perfetta e una vena progressiva che permette ai monoliti grevi e avvolgenti di estendersi anche per durate di nove minuti senza che subiscano cali né atmosferici né nelle posizioni di presa.

Pur parlando di una situazione ibrida e di una ricerca che ha condotto quindi a un'evoluzione non attendetevi deviazioni in ambiti più fruibili e ambientazioni languide nelle quali sarebbe possibile riscontrare la presenza di arricchimenti e fronzoli vari.

Fra ridondanze, riffoni che scavano nel sottosuolo e rallentamenti tesi unicamente a far respirare i brani prima di un incattivimento voluto e dovuto, non c'è il tempo né la volontà di fermarsi a dare carezze e "Troy Von Balthazar" è probabilmente l'esempio lampante di come i musicisti elvetici possano inasprire una proposta che grazie a un'atmosfera in costante mutazione è fornita di una gamma emotiva discendente ampia. La riprova di tale qualità in dotazione la si può riscontrare nei capitoli dalla maggiore estensione, si vedano "The Metaphysical Trout" e "Melon Fucker".

Ogni singolo elemento strumentale, compresa la presenza vocale studiata in modo da amalgamarsi in maniera ideale al resto, una parte non in bella mostra bensì incassata in un corpo sonoro che avanza in unica botta, è equilibrato e insieme a un songwriting d'eccellenza, soluzioni ritmiche che incalzano o distendono l'incedere dei pezzi e una gestione dei mezzi cervellotica e tecnicamente impeccabile, ascoltate la titletrack strumentale posta a conclusione, fa di "The Orchad Of Forking Paths" un disco capolavoro, uno di quelli che ritengo possa divenire un classico per gli amanti di questo mondo musicale.

Ultime annotazioni solo a carattere informativo indicano personaggi quali Julien Fehlmann (Unfold, Dirge, Yog e The Ocean) e Brian Lucey (Black Keys e David Lynch) quali autori dell'operato in sede di registrazione, missaggio e masterizzazione e quindi non mi meraviglia affatto che il disco suoni alla grandissima.

Fuori dalla massa di cloni, al di là del copiato ben fatto e di chi lotta ancora all'interno del Purgatorio al quale si è costretti per latenza di personalità i Kehlvin hanno tracciato la propria via, una via che ora più che mai sa di rotta unica, figlia di gente come gli Isis questo è certo, ma non più debitrice costante a chi le ha dato vita. Per questo e tanti altri motivi l'acquisto di "The Orchad Of Forking Paths" è assolutamente da non mancare.

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