KERNEL – Servant Of God

KERNEL – Servant Of God

Informazioni
Gruppo: Kernel
Anno: 2009
Etichetta: Paranoid
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Child
2. Falsi Liberi
3. Servant Of God
4. Back to the Violence
5. Burn World
6. Charity
7. Rebel Yourself
8. Il Mio Destino4
9. Rage and Destroy

DURATA: 36:01

Uno dei bruttiKERNEL - Servant Of God vizi dell’italiano medio in genere è la forzata esterofilia da cui sembra dipendere in ogni campo.
La musica è purtroppo una delle arti che subisce il trattamento peggiore, quella nostrana si trova spesso messa in secondo piano al cospetto di realtà extraconfine che non sempre brillano per qualità o innovazione al cospetto delle nostre ma pare cosa lampante e sotto gli occhi di tutti che almeno in questo settore “straniero” è bello ma è costante davvero reale?
Per fortuna guardare ogni tanto in casa nostra e ascoltare gente che suona ancora thrash con le palle e non con il sorrisino inebetito da quattordicenne emo alla prima cotta è cosa possibile.
I ragazzi milanesi dei Kernel, nome che circola nell’underground ormai da un po’, hanno finalmente dato alla luce il loro album di debutto “Servant of God”, una bella mazzata che magari non inventerà nulla ma che ha sicuramente come pregio d’essere fottutamente incazzata.
Nove tracce che sull’happy sound da party che tanto va di moda (cito i Municipal Waste su tutti, divertenti quanto si vuole ma fotocopie sbiadite delle band thrash/core addicted degli anni ottanta) danno una bella pedata in culo, riportando con il loro attacco grondante di rabbia l’umanità e la “cattiveria” che dovrebbero essere insite nello stile.
Brani come “Child”, “Servant Of God”, “Back To The Violence” o “Rebel Yourself” ricalcano in pieno gli stilemi del movimento eighties duro e senza fronzoli che ha come unico scopo un impatto diretto a muso duro.
Nel mandarli on air che vi vengano in mente Overkill, Anthrax, Testament o chi vogliate voi immaginateli al meglio delle condizioni e fortemente motivati come lo sono i Kernel, che danno davvero se stessi in questa prova.
Altra natura è quella che prende forma negli episodi interpretati in italiano “Falsi Liberi” e “Il Mio Destino”, oltre a riprendere la coraggiosa strada seguita da In.Si.Dia. e Incinerator (chissà se qualcuno se li ricorda questi siculi?) sfruttando la nostra lingua nazionale, possiedono un’anima più semplice, adrenalinica con una spinta punkish manifesto di una protesta dura e priva di compromesso.
Il disco nei suoi 36 minuti si ascolta con dovuto piacere e sbattimento di capo garantito, a qualcuno potrebbe risultare ostica la voce che scartavetra alla grande ma presa confidenza con un paio di giri nel vostro stereo vedrete che la valuterete come arma in più a loro disposizione.
La produzione forse sporcata avrebbe dato più libertà a un suono così stradaiolo per certi versi aumentandone il furente espandersi ma la perfezione non è umana.
“Servant Of God”, è una mezzora di metal come se ne dovrebbe ascoltare più spesso, rappresenta quella voglia che non si è mai sopita in chi nel genere e nella musica che produce ci crede è un disco che vale la pena di possedere.

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