KHAOSPATH – …For The Devil Speaks The Truth

 
Gruppo: Khaospath
Titolo: …For The Devil Speaks The Truth
Anno: 2016
Provenienza: Svezia
Etichetta: Immortal Frost Productions
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TRACKLIST

  1. Verbis Diaboli
  2. Into The Devil's Claws
  3. Under A Bloodstained Nightsky
  4. A Blade At The Edge Of Sanity
  5. The Stench Of Betrayal
  6. Twenty Stabs For A Fruitless Crown
  7. Oraculum Strigoi
  8. Lunacy Triumphant
  9. Raven's Downfall
DURATA: 55:20
 

I Khaospath nascono nel 2013 dalla mente di un musicista maltese che risponde al sobrio nome di Hellcommander Vargblod. Il primo lavoro di questa creatura black metal arriva l'anno seguente, successivamente a un drastico spostamento geografico nell'antitetica Svezia, dove il Nostro incontra Döden e Gheist, i quali lo accompagnano in questo progetto.

"…For The Devil Speaks The Truth" è il secondo album in studio del trio (il primo pubblicato su Immortal Frost Productions) e, a un primo ascolto, potrebbe sembrare un ordinario e onesto disco black metal come tanti se ne sentono in giro: tuttavia, dopo un'analisi più attenta (ma neanche tanto), si possono notare delle escursioni tanto inaspettate quanto piacevoli su lidi quasi power-epic metal con tanto di voce pulita, le quali donano al tutto una certa maestosità, incastonandosi perfettamente nelle strutture nere come la pece, fatte di riff gelidi e assoli che non si risparmiano in quanto a melodia, pur restando perfettamente in linea con il resto. Questa tendenza è presente principalmente nella traccia di apertura e, soprattutto, in quella di chiusura ("Raven's Downfall", la più lunga del lotto) in cui per metà della durata si viaggia su ritmi lenti carichi di pathos e malinconia. Il resto dei brani si muove su canonici blast beat alternati a sezioni in mid-tempo, che conferiscono un andazzo abbastanza variegato e che non pesa per nulla sull'ascoltatore.

La particolarità della proposta strumentale è perfettamente bilanciata dalle tematiche dei testi, un vero e proprio concept che probabilmente rappresenta l'elemento più importante di questa opera. Hellcommander, infatti, ha voluto proporre una sua personale analisi, nientepopodimeno, del "Macbeth" di William Shakespeare. Le liriche (in lavorazione sin dal 2009) sono scritte in pentametri giambici, metro tanto caro al Sommo drammaturgo inglese, e trattano degli aspetti più oscuri e stregoneschi della celebre tragedia: la storia del nobile scozzese viene narrata con perizia compositiva, in un linguaggio ricercato e inusuale per il genere proposto, dal suo incontro con le tre Streghe fino all'inevitabile destino che lo aspetta in fondo all'abisso di sangue e follia in cui è stato trascinato.

Hellcommander e soci ci propongono quindi un lavoro davvero degno di nota, che si discosta per la sua peculiarità da molte delle uscite affini e che raggiunge l'ambizioso scopo prefissatosi. Un plauso alla Immortal Frost per aver visto giusto, quindi, e speriamo che il trio possa presto proporci un seguito che attendiamo con interesse.

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