KHAOZ – Salvation Through Bloodshed

 
Gruppo: Khaoz
Titolo:  Salvation Through Bloodshed
Anno: 2011
Provenienza:  Olanda
Etichetta: Mad Lion Records
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TRACKLIST

  1. Baptized In Sin
  2. Damned Messiah
  3. None … When You Die
  4. Insane Sneer
  5. Paranoia In Extreme
  6. When Daylight Fades
  7. Shattered Light Insanity
  8. The Martyred
  9. My Own Punishment
  10. Inveterate Fantasy
  11. When Serpents Crawl
DURATA: 38:10
 

I Khaoz sono la classica creatura death metal votata al mondo dell'old school sound, non è un caso che in formazione si trovino musicisti membri ed ex di formazioni più conosciute quali Sinister, Houwitser, Dead Head e Pleurisy. Dopo un ep rilasciato nel 2009 e intitolato "Twist The Knife A Little Deeper", nel 2011 hanno debuttato con l'album "Salvation Through Bloodshed", un lavoro solido, roccioso, orientato a chiamare in causa il passato storico del genere con nomi di riferimento quali Morbid Angel, Bolt Thrower, Grave e Obituary.

Undici pezzi che per lo più sfruttano cadenze in mid-tempo, utilizzano il combinarsi di una voce growl profonda con una graffiante scream, espongono una discreta forma groovy e pur martellando pesantemente non disdegnano brevi aperture melodiche e per nostra fortuna non sdolcinate. In scaletta non vi sono brani capolavoro, la qualità migliore del lavoro sta nell'avanzare con determinazione e compattezza, si possono ravvisare in pari numero sia apici che momenti di stasi tanto che l'ascolto scorre senza intoppi regalando un paio di doverose scapocciate, portando a termine il suo onesto compito. Mi sembra quindi Inutile suggerirvi uno o più episodi sui quali puntare, sono invece indicabili un paio di pecche che hanno limitato il valore di una prestazione dignitosa qual è quella racchiusa in "Salvation Through Bloodshed".

Le pecche poco più su chiamate in causa risiedono soprattutto nell'interpretazione scream di Olav a tratti quasi fastidiosa e che contemporaneamente non possiede lo spessore per supportare quella del compagno di ruolo, sarà vero che caratterizza e offre una variante al growl di Johan Wesdijk, ma proprio non va giù. È invece contrariamente apprezzabile il lavoro dietro le pelli di Edwin Nederkoorn che con dei cambi di tempo azzeccati apporta quel minimo di dinamicità alla proposta, mantenendola vivace quanto basta a far drizzare le antenne.

"Salvation Through Bloodshed" è la base, da qui in poi i Khaoz potranno lavorare sul loro death metal di stampo vecchia scuola, donandogli magari un pizzico di personalità propria nel tentativo di ritagliarsi un piccolo spazio all'interno di un panorama ormai in costante saturazione. Gli appassionati del periodo anni Novanta non neghino loro un passaggio nello stereo, c'è del buono e potreste per tanto gradirne l'ascolto.

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