KHROPHUS – Presages / Eyes Of Madness

 
Gruppo: Khrophus
Titolo: Presages / Eyes Of Madness
Anno: 2016
Provenienza: Brasile
Etichetta: Grinder Cirujano Records
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TRACKLIST

  1. Dominated
  2. Symbols Or Not?
  3. Of The Elders
  4. Statues
  5. Returning To Apollo… Resurrecting From The Darkness
  6. Fisher Of Souls
  7. Slaves Of Hunger
  8. Spirits
  9. Smoke Screen
  10. Dead Face
  11. By The Sun
  12. Interposition
  13. Forbidden Melodies
  14. The Book Of The Dead
  15. Lost Initiations
  16. Master Of Shadows
  17. Harvest (Eyes Of Madness)
  18. Chimeras
DURATA: 01:12:18
 

Le uscite due in uno sono spesso l'occasione per recuperare certi album persi per strada, portando talvolta a galla nomi poco conosciuti, ma non per questo non meritevoli di ascolto. L'etichetta argentina Grinder Cirujano Records fornisce l'assist ai Khrophus, stampando in un'unica soluzione il secondo e il terzo lavoro dei Brasiliani, rispettivamente "Presages" (2009) ed "Eyes Of Madness" (2013), un'ora e un quarto di materiale rivolto agli amanti del death metal.

I Sudamericani non sono dei fuoriclasse, tuttavia già dalle battute introduttive di "Dominated" si percepisce comunque che fanno sul serio e che il loro approccio in stile vecchia scuola, tecnicamente elaborato (ma non troppo), volge lo sguardo alle lezioni impartite dai maestri della brutalità degli anni Novanta. Spingono e martellano in modo discretamente vario, anche se innegabilmente derivativo per soluzioni e modus operandi, eppure è impossibile non apprezzare una bastonata come "Returning To Apollo… Resurrecting From Darkness" o la cattiveria della dinamica "Slaves Of Hunger"?

Se le canzoni di "Presages" sono una bella mazzata, quelle racchiuse nel suo successore non sono da meno. Il minutaggio delle tracce di "Eyes Of Madness" è minore, mentre il tasso tecnico è leggermente aumentato, spostandosi — mai del tutto — in direzione di sonorità e sviluppi stilistici a cavallo del 2000. Brani quali "Smoke Screen", "Interposition" e "Harvest (Eyes Of Madness)" continuano a trattare la materia della morte sempre con ferocia e una discreta dose di melodia malsana.

In conclusione, una pubblicazione simile potrebbe darvi la possibilità di entrare in contatto con una band in grado di regalare soddisfazioni agli appassionati del genere e magari divenire il pretesto per seguire le mosse future dei Khrophus, una formazione certamente non immancabile ma estremamente salutare.

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