KILLBODY TUNING – Pictorial

Gruppo:Killbody Tuning
Titolo:Pictorial
Anno:2018
Provenienza:Svizzera
Etichetta:Hummus Records
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TRACKLIST

  1. My Mother Told Me Not To Stare Into The Sun
  2. When I Was 6 I Did
  3. I Was Terrified
  4. You Are Not Pure. You Cannot See God Unless You Are Pure
  5. No… I Saw Everything
  6. Our Fingerprints
  7. Our DNA
  8. Our Milky Way
DURATA:37:00

Ormai si è capito che il post-rock strumentale, in tutte le sue varianti, qui è di casa. Oggi parliamo di un progetto originario della Svizzera francofona, fondato nel 2005, ma che arriva su Aristocrazia Webzine per la prima volta: i Killbody Tuning. I quattro sono nel frattempo diventati una delle punte di diamante dell’etichetta locale Hummus Records, che a sua volta esordisce sulle nostre pagine con Pictorial.

Partiamo dicendo che il disco si presenta con una veste grafica molto curata (opera di Sophie Gagnebin di Out Of Gas Serigraphy) e una custodia in cartone riciclato. Scorrendo i titoli, ci accorgiamo subito che Pictorial è costruito come una storia, il ricordo di una presa di coscienza, quando la voce (non) narrante comprese l’apparentemente spaventosa ma inevitabile interconnessione tra noi e l’intero universo. L’Io della prima metà non osa guardare il Sole, a causa del divieto delle convenzioni familiari, sociali e religiose; nel momento in cui la mente bambina che osserva cerca di conoscere l’universo è inizialmente terrorizzata, timorosa di non essere abbastanza pura e di non poter comprendere. Invece arriva l’illuminazione, la divinità laica dell’universo che connette tutto, l’Io si trasforma in Noi. Le nostre impronte, il nostro DNA, la Via Lattea, sono tutte parti di una rete indissolubile, che qui scorre a ritmo di post-rock atmosferico. Se ci avete fatto caso e se conoscete già un po’ il background dei Killbody Tuning, avrete probabilmente riconosciuto le citazioni del film Pi di Darren Aronofsky. L’idea del disco nasce, infatti, da una memorabile sessione live al 2300 Plan 9 Festival del 2017, quando i quattro eseguirono una colonna sonora del film dal vivo, includendo alcuni dei brani e dei passaggi che sarebbero poi stati inseriti in Pictorial.

Il disco è stato registrato in un’unica sessione allo Studio Mécanique, gli otto brani fluiscono l’uno nell’altro e sono da prendere come movimenti di un unico viaggio interiore (che diventa ben presto esteriore, se questa distinzione ha ancora senso in tale contesto). L’ispirazione principale dei Killbody Tuning arriva, in questo caso, da Godspeed You! Black Emperor e Mono, il cui approccio alla musica a tratti visivo è la colonna portante su cui si innestano le chitarre di Claudio Germanà e Florent Jeanneret.

Pictorial è un disco molto ambizioso, che richiede attenzione e che acquisisce un sapore più pieno se ascoltato guardando il film di Aronofsky. Tuttavia, la band svizzera ha creato qualcosa che può essere apprezzato anche al di fuori di questa dimensione visuale, una solida opera post-rock che ha chiuso un 2018 molto ricco per il genere, come abbiamo visto anche qui su Aristocrazia.

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