KIMAERA – Solitary Impact

 
Gruppo: Kimaera
Titolo: Solitary Impact
Anno: 2010
Provenienza: Libano
Etichetta: Stygian Crypt Productions
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TRACKLIST

  1. Bloody Tourniquet
  2. A Breath Of Despair
  3. A Silent Surrender
  4. Solitary Impact
  5. Holy Grief
  6. In The Shade Of Nephilim
  7. All That I Am
  8. The Taste Of Treason
  9. Of Wine And Woe
  10. The Garden Tomb
DURATA: 58:50
 

Devo essere onesto: non conoscevo una sola band che provenisse dal Libano e quando mi sono ritrovato fra le mani il disco dei Kimaera (per essere precisi questo è il loro secondo capitolo, il debutto è "Ebony Veiled" datato 2006) ero alquanto scettico. Ho cercato un po' d'informazioni sul gruppo: questi ragazzi, come capita frequentemente nelle zone del Medio Oriente, se la sono vista con la censura che affligge la musica non consona a certe usanze e hanno dovuto affrontare un bel po' di cambi in formazione data la partenza di alcuni membri che hanno letteralmente cambiato aria, come l'ex voce femminile Sabine Hamad ora in Australia. Si sa però che chi la dura la vince ed eccoli qui più in forma che mai con un "Solitary Impact" che infine è riuscito a sorprendermi.

La base dell'album è un doom-death alquanto tradizionale, tanto da ricordare gli ormai scomparsi Phlebotomized. Ciò che rende particolare la proposta è invece l'intarsio melodico offerto da un riffato che attinge dalla cultura orientale, raffigurando panorami lontani anni luce dalla classica malinconia di stampo nord europeo. Gli interventi di violino, che stilisticamente potranno ricordare i My Dying Bride, virano su una delicatezza anch'essa rimembrante quei territori meta di sogni e incubi, mentre la voce femminile suadente più che mai, con l'aggiunta delle percussioni, in alcuni frangenti si coniuga perfettamente con la prestazione violenta resa compatta dal growl e dalle improvvise parti più sostenute; all'interno di quest'ultima emerge inoltre una fierezza non indifferente.

Il suono dei Kimaera è maturo, pezzi come "Bloody Tourniquet", "A Silent Surrender", "Holy Grief" e "All That I Am" racchiudono le potenzialità di una realtà che può ancora crescere e affinarsi. La bravura della compagine in questione nel giostrare la natura duale della proposta, sfrontatamente capace di abbandonare la prorompenza del death, ancorandosi alla decadenza del doom etereo, fa di "Solitary Impact" un gran bel dischetto, proprio di quelli che non t'aspetteresti mai.

Il lavoro è intrigante e ben supportato dai sintetizzatori a tappeto che forniscono quella densità adeguata al comparto atmosferico già di per sè sostanzioso. Il materiale prodotto dai libanesi è veramente buono e potrà riscuotere interesse nelle fasce di ascoltatori legate al doom più tradizionalmente estremo e a quello di stampo gotico.

In aggiunta alle tracce audio, ne è stata inserita anche una video riguardante il brano "The Taste Of Treason": fatevi affascinare dall'Oriente che avanza, dimenticate ciò che di brutto può venire associato a quelle zone, perdendovi nel misticismo dei suoni…

Seguite con attenzione i Kimaera, una band di cui spero sentiremo ancora parlare bene.

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