KING BONG – How I Learned To Stop Worrying And Love The Bong

 
Gruppo: King Bong
Titolo:  How I Learned To Stop Worrying And Love The Bong
Anno: 2009
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook  Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Wake & Bake
  2. One Riff To Rule Them All
  3. Zomblues
  4. All The Pretty Horses
DURATA: 46:35
 

Ricordo il 2009 come un'ottima annata per lo Stoner: il debutto omonimo dei Naam e dei Black Pyramid, il primo full degli House Of Broken Promises, "Psychedelonaut" dei Wo Fat, "The Great Cessation" dei sempreverdi YOB e potrei continuare ancora a lungo. Ciò che ci interessa ora però è che anche i nostrani King Bong rilasciarono quell'anno il proprio album d'esordio, intitolato "How I Learned To Stop Worrying And Love The Bong".

Il terzetto milanese lascia subito intendere che fa sul serio e l'attacco puramente psichedelico della lunga "Wake & Bake" si evolve ben presto in un'asfaltata di attitudine desertica degna del riffing più sporco partorito dai migliori Kyuss, il tutto intervallato ad altre digressioni dalle lontane reminiscenze Led Zeppelin condite da un lavoro di basso strepitoso. Il retaggio dell'immortale gruppo di Page e Plant (fuso alla venatura più bluesy dei Black Sabbath) si avverte in maniera inconfondibile anche nella prima parte di "One Riff To Rule Them All" (titolo geniale), pezzo in cui saltano fuori anche alcuni momenti orientaleggianti seguiti da sezioni che non si fanno pregare per spingere maggiormente sul pedale del gas facendo aumentare notevolmente il livello di ottani in circolo e creando un risultato decisamente godereccio. C'è anche tempo per il Blues purissimo che da vita a "Zomblues", un tocco di classicità più che gradito, prima di venire catapultati nell'incedere frenetico, irriverente e da jam-session di "All The Pretty Horses", la quale mi ha in qualche modo portato alla mente le ultime fantastiche prove dei già citati Wo Fat e dei The Atomic Bitchwax.

"How I Learned To Stop Worrying And Love The Bong" è un disco che scorre piacevolmente e che mette in mostra le grandi qualità di questo power-trio che è in grado di creare musica di elevato impatto che non soffre per nulla della mancanza di un apporto vocale. Il plauso più grande va sicuramente tributato al basso che, per tutta la durata del disco, imbastisce trame di grande effetto.

I King Bong hanno rilasciato da poco tempo il successore di questo debutto, del quale avrete molto presto notizie da parte del sottoscritto sempre su questi schermi. Frattanto se fossi in voi, amanti dello Stoner e della buona musica, andrei immediatamente alla ricerca di "How I Learned To Stop Worrying And Love The Bong", non potrete non amarlo!

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