King Goat - Debt Of Aeons

KING GOAT – Debt Of Aeons

Gruppo:King Goat
Titolo:Debt Of Aeons
Anno:2018
Provenienza:Regno Unito
Etichetta:Aural Music
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TRACKLIST

  1. Rapture
  2. Eremite’s Rest
  3. Debt Of Aeons
  4. Psychasthenia
  5. Doldrum Sentinels
  6. On Dusty Avenues
DURATA:48:06

Nonostante Debt Of Aeons dei King Goat non sia un disco recentissimo (è uscito nel 2018), l’ho scoperto solo qualche mese fa e il suo rinvenimento mi ha procurato un livello di gaudio che nemmeno Howard Carter durante gli scavi della tomba di Tutankhamon. I paragoni egizi con questo album si fermano qua, ma ciò non vale per il livello di epicità evocata. Prima di tutto, però, è il caso di frenare leggermente l’entusiasmo e di spendere qualche parola per l’introduzione di questi brutti ceffi di Brighton. I King Goat sono un quintetto che si è formato nel 2012 e conta ben tre membri del gruppo black metal Vehement: il cantante Anthony “Trim” Trimming, il batterista Jon e il chitarrista Joe. A loro si affiancano Petros alla chitarra solista e Reza al basso.

Come è ormai una prassi della maggioranza dei dischi che mi affascinano e che quindi, spesso, mi propongo di recensire, anche Debt Of Aeons sembra vertere sulla solitudine e sulla sofferenza, che potrebbero derivare dalla Natura distruttrice dell’Uomo, che a volte assume anche connotati ossessivi. Un’interpretazione del genere, a mio parere, può essere corroborata dal fatto che uno dei brani sia intitolato “Psychasthenia”, termine che si riferisce a un tipo di nevrosi caratterizzata dalla presenza di fobie e ansia continua.

Uno dei motivi per cui ho trovato Debt Of Aeons particolarmente riuscito è che i King Goat hanno realizzato un disco doom perfettamente atemporale, che potrebbe essere benissimo un prodotto di trenta o quarant’anni fa così come un’uscita recentissima. Infatti il quintetto si appropria in maniera tutt’altro che noiosa o priva di personalità del doom solenne che probabilmente non mancherà di fare colpo sugli amanti di Candlemass e Reverend Bizarre, aggiungendo una serie di elementi affascinanti mutuati dal prog, che si concretizzano, ad esempio, nel riffing emotivo e raffinato di “Eremite’s Rest” e dell’ottima title track.

A rendere ancora più appetibile questa prova discografica dei King Goat ci sono anche le atmosfere solenni create dalla voce profonda e versatile di Trim, nonché dalla capacità di Jon di profondersi in una sezione ritmica maestosa e incisiva, che a volte sembra provenire da profondità sepolte dalle sabbie del tempo. La qualità generale, a mio parere, è molto alta, al punto che diventa difficile citare tracce che si distinguano veramente rispetto alle altre: voglio comunque sottolineare quelle che mi hanno provocato maggiormente i brividi, come “On Dusty Avenues”, che viene introdotta dalla strumentale “-” e ci delizia con una sorta di suite della durata di dieci minuti, una degna conclusione del disco.

Arrivando alle conclusioni senza disegnare un serpente e aggiungere le zampe (come recita un proverbio cinese), Debt Of Aeons è un must da inserire nella propria collezione per gli amanti del doom epico e dalle connotazioni prog, il mio consiglio perciò è di non indugiare oltre e di procedere a versare il proprio tributo al debito degli Eoni.

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