KINGDOM OF SORROW – Behind The Blackest Tears

KINGDOM OF SORROW – Behind The Blackest Tears

Informazioni
Gruppo: Kingdom Of Sorrow
Anno: 2010
Etichetta: Relapse
Autore: Mourning

Tracklist
1. Enlightened to Extinction
2. God’s Law In The Devil’s Land
3. Monuments Of Ash
4. Behind The Blackest Tears
5. Envision The Divide
6. From Heroes To Dust
7. Along The Path To Ruin
8. With Barely A Breath
9. The Death We Owe
10. Sleeping Beast
11. Torchlight Procession
12. Salvation Denied

DURATA: 53:06

KINGDOM OF SORROW - Behind The Blackest Tears Quando ascoltai il debutto di questa superband messa in piedi da Jamey Jasta e Kirk Windstein mi chiesi il motivo per il quale l’hardcore duro e tenace degli Hatebreed dovesse incontrarsi forzatamente con le sonorità sludge dei Crowbar: per far nascere cosa? Musica che scimmiotta i progetti già costruiti da Phil Anselmo negli anni Novanta?
Due ascolti e finì nel dimenticatoio per quanto i fan dei due più che la musica si fossero concentrati sulla presenza dei pezzi da novanta ridotti al minimo dei termini.
Secondo capitolo, la coppia ci riprova. Ok personalmente ammiro entrambi i personaggi in questione ma giocare a far peggio non è bella cosa.
“Behind The Blackest Tears” di scuro e greve ha solo il titolo, chi segue il panorama sludge odierno saprà anche meglio del sottoscritto che i senza label o rientranti nell’underground delle piccole etichette regalano perle su perle e trovarsi ad ascoltare questo disco che sembra una sorta di proposta pop del genere è disarmante.
I riff sono scontati, hanno raccolto il materiale scartato per le formazioni madre e l’hanno rigettato in questo progetto?
I brani sono di una omogeneità e prevedibilità che uno stenta a crederci, sì il primo disco omonimo aveva le sue pecche ma qualche sprazzo della natura sincera che questi due uomini hanno da sempre dimostrato impregnando con essa i loro lavori traspariva, qui tutto quello che viene da dire ascoltando “God’s Law In The Devil’s Land” o “Envision The Divide” (ne prendo due a caso ma sarebbe uguale anche per le restanti) è: ok avete fatto un altro disco e allora?
I ritornelli alle volte puntano talmente uno stile quasi scanzonato che ricordano gli Slipknot e in questo caso non è un complimento (semmai esista un caso in cui possa esserlo), il punto più basso viene però toccato con una sorta di ballad dal titolo “From Heroes To Dust”, non ho aggettivi con cui poterla definire e credo sia meglio anche non apostrofarla.
Inutile dire che i signori sanno suonare e la produzione è fatta anche bene perché se pure in quei frangenti fosse stato il contrario sarebbe da record in negativo.
Non mi dilungherò oltre visto che è inutile, se non siete a conoscenza di chi siano i leader di questa band e quindi non avete mai avuto il piacere d’ascoltare né Hatebreed né Crowbar il disco potrà anche risultarvi piacevole, ai restanti non posso far altro che augurare un grosso in bocca al lupo e abbiate coraggio nel metterlo su, che la forza sia con voi.

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