KLABAUTAMANN – Merkur

KLABAUTAMANN – Merkur

Informazioni
Gruppo: Klabautamann
Anno: 2009
Etichetta: Zeitgeister
Autore: Mourning

Tracklist
1. Unter Bäumen
2. When I Long For Life
3. Stygian
4. Herbsthauch
5. Morn Of Solace
6. Der Wald Ist Ein Meer
7. Merkur
8. Lurker In The Moonlight
9. Noatun

DURATA: 48:57

KLABAUTAMANN - Merkur Il black metal è bello perché vario? Ascoltando i tedeschi Klabautamann probabilmente il pensiero potrebbe sobbalzarvi alla mente. La formazione teutonica, giunta al suo terzo lavoro “Merkur” a seguito del già promettente “Der Ort”, aggiusta ancora il tiro fornendo una prestazione particolare, intrigante e alternativa ai classici cliché legati alla violenza sonora o al gelido tiro che la frotta di nuovi old schooler ci propina e non sempre con risultati incoraggianti all’acquisto.
Il platter appena uscito gode infatti di un impatto ancor più cerebrale e intenso rispetto al precedente, il duo è riuscito nel trovare le giuste combinazioni fra le parti più “cattive” e le atmosfere progressive che s’inanellano una dopo l’altra, aiutate dall’uso dell’acustica non ampio ma oculatamente dosato e da scelte in chiave di riffato particolarmente andanti.
Uno dei primi nomi come riferimento potrebbe essere quello degli Enslaved data la svolta intrapresa dalla band di Grutle Kjellson da “Below The Lights” fino ad arrivare all’ultima evoluzione “Vertebrae”.
“Merkur” viene attraversato da una corrente seventies che lo rende retrò ma che allo stesso tempo punta con variazioni precise e peculiarità tendenti al jazzy, che evidenti si presentano in brani come “When I Long For Life”, “Herbsthauch” e la titletrack, a un avanguardismo raffinato ma incisivo.
Lo stile vintage affiora prepotente in un altro episodio come “Stygian” dove una delle pause più soffici dedite ad arpeggi delicati fa capolino dopo averne superato seppur di poco la metà durata.
Due delle tracce citate in antecedenza sono quelle che hanno anche gli spunti più possenti e black nel senso stretto del termine, sia “When I Long For Life” che “Herbsthauch” vantano all’interno dei loro scheletri anche armi pungenti e spigolose.
La chiusura dell’album è affidata a “Noatun”, il titolo deriva dalla mitologia norrena e identifica la dimora in riva al mare della divinità Njörðr. La canzone ci dona l’attimo più intimo e rilassante, una conclusione in cui l’animo acustico accompagnato dall’uso di mellotron, piano e flauto elimina la vivacità passata per consegnarci con le ultime note un pieno relax.
Non è sicuramente tutto rose e fiori “Merkur”, ci sono una o due canzoni che tendono troppo a speculare nella ricerca del progressivo finendo per limitarsi come valore, qualche richiamo di stile opethiano che rimanda a dejà vù sì piacevoli ma che potevano essere bypassati come in “Der Wald Ist Ein Meer”, nulla che incida comunque su un valore complessivo di un’opera ben più che discreta.
Se siete stanchi di ascoltare i milioni di cloni incazzati che girano nella scena e cercate una sorta di evasione pur rimanendo in territori legati al black, i Klabautamann e “Merkur” fanno decisamente per voi.
Chi ha orecchie per intendere, intenda!

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