KLIMT 1918 – Sentimentale Jugend

 
Gruppo: Klimt 1918
Titolo: Sentimentale Jugend
Anno: 2016
Provenienza: Italia
Etichetta: Prophecy Productions
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TRACKLIST "SENTIMENTALE"

  1. Montecristo
  2. Comandante
  3. La Notte
  4. It Was To Be
  5. Belvedere
  6. Once We Were
  7. Take My Breath Away [cover Berlin]
  8. Sentimentale
  9. Gaza Youth (Exist/Resist)
DURATA: 53:46
 
TRACKLIST "JUGEND"

  1. Nostalghia
  2. Fracture
  3. Ciudad Lineal
  4. Sant'Angelo (The Sound & The Fury)
  5. Unemployed & Dreamrunner
  6. The Hunger Strike
  7. Resig-nation
  8. Caelum Stellatum
  9. Juvenile
  10. Stupenda E Misera Città
DURATA: 56:02
 

Qualsiasi cosa di questo nuovo lavoro dei Klimt 1918 meriterebbe un approfondimento. Un'assenza dalle scene durata ben otto anni, un doppio disco-fiume da diciannove pezzi (venti nella versione in artbook limitato) e quasi due ore di durata, un titolo che rinvia a un progetto collaterale degli Einstürzende Neubauten, un immaginario estetico mai così romantico e sconsolato allo stesso tempo, rimandi cinematografici da Tarkovskij a "Top Gun", per poi concludere con una poesia di Pasolini e chissà quanti altri riferimenti e citazioni che coglierò solo continuando ad ascoltare e riascoltare "Sentimentale Jugend".

Dare un ordine preciso alla soverchiante pletora di contenuti che il quartetto romano ci mette davanti è pressoché impossibile, ma su tutto svetta un'unica certezza: siamo davanti a un album splendido. La musica dei Klimt 1918 è ormai shoegaze duro e puro, ancora più raffinato e colmo di effetti rispetto al passato, che sfoggia una una personalità debordante. I contorni sfocati, le atmosfere nebbiose e malinconiche sono il vero trait d'union di un lavoro che riesce a sposare perfettamente un brano dedicato alle vittime palestinesi ("Gaza Youth") con una cover di "Take My Breath Away" di Giorgio Moroder (proprio la colonna sonora di "Top Gun" dei Berlin), un semplicissimo episodio di vita quotidiana che potrebbe svolgersi in qualunque tempo e in qualunque luogo ("Unemployed & Dreamrunner") e — come anticipato — riferimenti e citazioni cinematografici e letterari in quantità. E poi la musica, un insieme di umori e reazioni e soluzioni e scelte che attinge da My Bloody Valentine e Ride, Cocteau Twins e Jesus And Mary Chain, iLikeTrains e A Place To Bury Strangers, The Radio Dept. e Raveonettes. Vecchio e nuovo, morbido e ruvido, dreampop e post-punk.

Nel lavoro delicato e perfetto che permette a tutte queste differenze di convivere e assumere le sembianze di un unico insieme organico sta la grandezza di Marco Soellner, pressoché unico autore di tutto il materiale e animo romantico se ce n'è uno, in grado di infondere al proprio lavoro una forza e un'urgenza espressiva incredibili, nonostante le lacune in lingua inglese ogni tanto ancora spuntino qua e là (soprattutto per ciò che riguarda l'italianissima pronuncia). Le uniche eccezioni in cui il Nostro ha posato la penna sono la già citata cover di Moroder e "Stupenda E Misera Città", composta dal chitarrista Francesco Conte, brano strumentale su cui si innestano in spoken word i versi de "Il Pianto Della Scavatrice" di Pasolini, ideale e ideologica conclusione della magnifica fatica dei Klimt 1918, i quali dopo un lungo viaggio, emotivamente pregno e toccante, sommessamente, con un po' di malinconia, se ne tornano a Roma. Ci hanno fatto conoscere il mondo, i Klimt 1918, e ora sono pronti per tornare a casa. Fino alla prossima volta.

«Uomini e ragazzi se ne tornano a casa
— sotto festoni di luci ormai sole —

verso i loro vicoli, che intasano
buio e immondizia, con quel passo blando
da cui più l'anima era invasa

quando veramente amavo, quando
veramente volevo capire.
E, come allora, scompaiono cantando.»


Una piccola nota di carattere commerciale che non riesco a tacere: non sapremo mai se per volere di Prophecy Productions o se per espresso desiderio del gruppo, "Sentimentale Jugend", pur se concepito come un doppio album, è disponibile in commercio in due differenti versioni, una limitata di lusso contenente entrambi i dischi e due digipak normali. Fa un po' storcere il naso il pensiero che un doppio album vada acquistato separatamente al prezzo di due, ecco.

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