KODIAK – Kodiak | Aristocrazia Webzine

KODIAK – Kodiak

Informazioni
Gruppo: Kodiak
Titolo: Kodiak
Anno: 2011
Provenienza: Germania
Etichetta: Denovali Records
Contatti: www.myspace.com/kodiaksoundscapes
Autore: Mourning

Tracklist
Cd 1
1. Beginning
2. End
3. Town Of Machine
4. By The Sea

Cd 2
1. MCCCXLIX The Rising End
2. Radon
3. Xenon

DURATA: 2:02:26

KODIAK - Kodiak Ci sono progetti musicali nati da pochissimo tempo che, con qualità, un sound particolarmente coinvolgente e una produzione continua e mirata, riescono a ritagliarsi una propria nicchia d’ascoltatori anche all’interno di scene ormai sature.
I tedeschi Kodiak in tre anni hanno partorito un demo omonimo nel 2008, un album omonimo nel 2009 e due split con Nadja e Black Shape Of Nexus rispettivamente nel 2009 e nel 2010, siamo nel 2011 e la Denovali Records cosa si propone di fare? Riprende il titolo del disco facendo però diventare l’uscita un doppio cd contenente in aggiunta i brani provenienti dalle prestazioni in collaborazione passate che a quanto pare verranno pubblicati anche in forma vinilica in coppia con N (“Radon” e “Xenon”) e una traccia nuova in esclusiva (“By The Sea”).
Più che un piatto ricco in questo caso si può parlare di un vero e proprio banchetto, sono oltre due ore di musica racchiuse in un totale di sette pezzi lunghi, espansi, profondi.
Una galassia sta evolvendosi supportando la mole espositiva con chitarre, synth e additivi drone che forniscono un’immagine alquanto particolareggiata del modo in cui i Kodiak hanno deciso d’intraprendere un percorso teso all’esplorazione di più campi musicali l’uno palesemente confinante all’altro ma di per sé non sempre poi così similare come impatto e ambiente ricreato nella mente di chi ascolta.
Le differenze sostanziali in una impostazione così cangiante e maturata in breve tempo si possono notare mettendo a confronto la mastodontica esecuzione di “Beginning” che sciorina sonorità al limite col funeral ma si vena a più riprese di sensazioni post, “MCCCXLIX The Rising End” il cui turbinio ciclico e ronzante spezzato da brevi note di piano e schitarrate nervose ne caratterizza per buona parte le movenze facendo fuoriuscire la natura dronica, l’essenza etereo-riflessiva che mantiene saldamente costanti le tonalità grigio-grevi di canzoni quali “Radon” e “Town Of Machine” più sommesse e portate alla chiusura, l’approccio più rozzo, massiccio e scardinante di “Xenon” che si flette attraversando un limbo quasi empio di suoni per poi riprendere la marcia con soluzioni pesanti e monotone tese ad affossare quel cambio di umore “vivace” che aveva fatto pensare a una traccia decisamente vivida sino, alla conclusione con “By The Sea” che nella sua durata minuta rispetto alle altre sembra rappresentare il “bignami” del sound made in casa Kodiak.
E’ un’opera di quelle che non si possono inserire nello stereo una sola volta e pensare anche solo lontanamente di comprendere, è un viaggio complicato e che necessita un alto numero di passaggi nella vostra mente questo “Kodiak”, sarà probabilmente e solamente in parte avvantaggiato chi conosce i trascorsi della band ma non ci metterei la mano nel fuoco, una scorribanda dotata di un’estensione così “imponente” porta con sè non pochi ostacoli, munitevi quindi di pazienza e siate più rilassati e concentrati possibili nel cimentarvici.
Acquisto consigliato a chi ama già i Kodiak e a chi appassionato del sound non avesse ancora avuto modo di metter mano su nessuna delle uscite precedentemente prodotte, avrebbe così tutto e di più.