Kohlrabenschwarz - Im Finstren Tal | Aristocrazia Webzine

KOHLRABENSCHWARZ – Im Finstren Tal

Gruppo: Kohlrabenschwarz
Titolo: Im Finstren Tal
Anno: 2024
Provenienza: Germania
Etichetta: House of Inkantation
Contatti: Facebook Youtube Bandcamp Instagram Spotify
TRACKLIST

  1. Der Weg Nach Unten
  2. Tundra
  3. Erinnerungen
  4. Donnerwetter
  5. Die Hoffnung Stirbt Zuerst
  6. Am Ende Der Nacht
  7. Der Letzte Schrei
  8. Dunkler Stern
DURATA: 34:23

Può capitare di fare un discorso, e a distanza di giorni ricordarsene e rendersi conto che c’era altro da dire e non lo si è detto. Una sensazione simile ha probabilmente attraversato l’animo di Constantin König, polistrumentista sotto lo pseudonimo di Sindar nei notevoli Lunar Aurora con cui era partito da lidi sinfonici à la Emperor per immergersi in contaminazioni ambient e doom. Oltre dieci anni dopo aver lasciato i Lunar Aurora per proseguire altre suggestioni musicali sotto il nome di Bald Anders, qualcosa evidentemente era rimasto da dire, tanto che il buon Constantin ha optato per riprendere le fila di un discorso di oscurità densa e priva di redenzione: un discorso nero come il carbone ribattezzato per l’appunto Kohlrabenschwarz.

Im Finstren Tal comincia senza troppi preamboli. La opener “Der Weg Nach Unten” riesce a mettere in mostra già nei primi due minuti quasi tutti i tratti caratteristici dei Kohlrabenschwarz: blast furiosi, riffing circolare con melodie in tremolo, sound compatto e senza fronzoli, screaming particolarmente sofferto e, nota inusuale nel genere, il basso di König spesso a disegnare melodie al di sopra delle chitarre. Un secondo aspetto particolare della proposta dei bavaresi è l’intervallare al consueto assalto impetuoso dei repentini passaggi acustici molto evocativi che alternano melodie folk e tensione fornita da alterazioni disarmoniche, per dare un’idea della sensazione fornita. Chi scrive ha pensato immediatamente ai primissimi Handful Of Hate. L’impianto acustico viene perfettamente sostenuto dalla voce pulita di Dirk Rehfus – già compagno di König nei post-doomers Kamera Obskur – il cantante sfoggia un timbro per nulla educato e perfettamente a suo agio nei passaggi più intimisti e depressi dell’album così come nei momenti più disperati e rabbiosi.

Durante l’ascolto di Im Finstren Tal traspaiono anche innegabili influenze heavy-thrash e una generica attenzione all’impianto melodico tipica di chi frequenta anche scene metal meno estreme. Dall’altro capo dello spettro troviamo “Tundra” che trasuda gelido marciume da perfetto vademecum anni ’90. L’album scorre senza intoppi e ci lascia il sapore di un tentativo riuscito. Non disdegnerei una produzione leggermente più moderna e qualche tentativo di dissonanza anche nelle parti più aggressive e ammetto che le sperimentazioni degli ultimi Lunar Aurora mancano, ma attendo al varco i Kohlrabenschwarz sia dal vivo che in un eventuale rientro in studio.