KOMMANDANT – The Draconian Archetype

KOMMANDANT – The Draconian Archetype

 
Gruppo: Kommandant
Titolo: The Draconian Archetype
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: ATMF
Contatti:

Sito web  Facebook  Youtube  Reverbnation

 
TRACKLIST

  1. We Are The Angels Of Death
  2. Victory Through Intolerance
  3. Downfall
  4. Hate Is Strength
  5. Obsidian Gravitational Torrent
  6. Fore-Aft Synthesis
  7. Call Of The Void
  8. The Transition
  9. Atavistic Species
  10. Procession Of Black Hearts
DURATA: 52:26
 

Il bello del metal sono anche le diatribe che nascono mentre se ne parla e di band che ne causano per un motivo o un altro ce ne sono tante: gli americani Kommandant sono fra queste. La formazione guidata, o per meglio dire comandata, dal fondatore Jim Bresnahan si è attirata non poche antipatie per la sua attitudine militaresca, per riferimenti a certe ideologie politiche e per una visione apocalittica sterminatrice di massa (aspetto di certo non nuovo all'interno del circolo dell'estremo), ma si sa che ciò fa parte del gioco.

Con Aristocrazia li avevamo approcciati la prima volta attraverso la recensione  dell'ep "Kontakt", cui era seguito un altro contatto che ci aveva portato a una chiacchierata delucidatrice sulle intenzioni del progetto, proprio con il carismatico leader della formazione. In questo 2012 invece abbiamo a che fare con il loro secondo disco, "The Draconian Archetype", peraltro rilasciato dalla nostra ATMF, che si promette di conservare e mantenere totalmente integre le peculiarità che sinora li hanno contraddistinti: ci sarà riuscito? La risposta è sì, anche se questa affermazione non è detto possa far esaltare un gran numero di ascoltatori.

I Kommandant sono una macchina tritaossa, il blast beat è spietato e la doppia cassa copre le parti nelle quali le botte sul rullante mollano la presa per lievi frazioni: è evidente che abbiamo a che fare con un carro armato lanciato in velocità, senza nessuna intenzione di fermarsi. I rallentamenti insiti in "Hate Is Strenght" possiedono quindi solo la parvenza di un allentamento delle redini e servono esclusivamente ad ammantare e inglobare nell'ambientazione — già di per sé ininterrottamente grigio-nera per le polveri innalzate dall'infinito conflitto in corso — un quantitativo abnorme di cattiveria e rincararne la tossicità.

No alle melodie facili, anzi no alle melodie vere e proprie. "The Draconian Archetype" è un tritacarne nel quale l'operato dei sintetizzatori è percettibile unicamente come estensione delle chitarre e le vie di fuga da questo perpetuo macerare non esistono, mentre la prova vocale svolta dall'ormai ex cantante Nick Hernandez (a quanto pare adesso accasatosi alla corte di Dean Tavernier e dei suoi Stone Magnum) rasenta il più classico esempio di violenza e collera estrema, pronta a cacciare la propria preda, non attendendo altro che di abbatterla, di schiantarla sotto i colpi di una prestazione malsana e cupa all'inverosimile.

Gli Statunitensi possiedono tutte le qualità per fare bene e la pressione schiacciante del disco — per quanto basata integralmente su cliché ormai noti — sarebbe pure più che gradita, se non venisse prolungata per quasi un'ora. Una dimensione meno estesa (una decina di minuti in meno), più simile come durata a quella del debutto "Stormlegion", coadiuvata da una produzione eccellente come quella in dote a "The Draconian Archetype", avrebbe offerto in tutto e per tutto una mazzata senza mezzi termini, eliminando quei pochi ma presenti momenti di stanca. Pensateci bene: ci sarà pure un motivo se un album come "Panzer Division Marduk" si protrae solo per mezzora, no?

Zero originalità e tante mitragliate, zero compromessi e il cavallo di Morte pronto a condurre la propria padrona in giro a falciare vittime: se il campo di battaglia e il pensiero di un eventuale finale di stampo apocalittico sono fra gli scenari che vi attirano, dovreste dare un ascolto ai Kommandant e nello specifico a "The Draconian Archetype". Deciderete poi in seguito se amarli, odiarli o neppure considerarli per un eventuale «repeat».

Facebook Comments