Korpituli - Pohjola | Aristocrazia Webzine

KORPITULI – Pohjola

Gruppo: Korpituli
Titolo: Pohjola
Anno: 2024
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Korpituli Productions
Contatti: Facebook  Youtube  Bandcamp  Spotify
TRACKLIST

  1. Maan Ääriin
  2. Pohjola
  3. Pohjan Akka
  4. Lalli
  5. Syyttä Suotta Sariolaan
  6. Soittajapaimen
  7. Saunavihdat
  8. Yksi Kaksi Kolme Neljä
  9. Kalliolle Kukkulalle
  10. Väkensä Luokse
DURATA: 45:49

Negli ultimi tempi avevo praticamente optato per non occuparmi più di recensioni, dedicandomi esclusivamente a curare Extrema Ratio. Tuttavia il nuovo album dei Korpituli mi ha colpito così tanto che, dopo averne già parlato sulla suddetta rubrica, ho deciso di dedicargli un approfondimento.

Pohjola è infatti un album molto particolare sia per l’impostazione musicale scelta, sia all’interno della discografia della stessa band. In primis, il folk-pagan black metal non è esattamente una corrente stilistica molto in voga al momento, tanto più quello che si ispira agli esordi del genere. In secondo luogo, è un disco importante per i Korpituli perché il progetto è nato come one man band, ma qui si presenta ufficialmente in qualità di duo con l’aggiunta del batterista Samuli Lindberg al fianco della mente S.Korpituli (già membro di Alkuharmonian Kantaja e Iku-Turso tra gli altri). Inoltre, l’opera è un unicum finora per gli stessi Korpituli giacché precedentemente il progetto suonava un black metal più ipnotico e atmosferico, vicino a certe cose di Burzum (quello di Hvis Lyset Tar Oss, soprattutto) e Cosmic Church.

Non definirei Pohjola propriamente come un concept in senso stretto, ma l’album possiede indubbiamente al suo interno un filo conduttore, determinato da un aspetto mitologico (nella prima metà) e uno più descrittivo, legato alla rappresentazione delle genti che abitano le terre del nord. Già nella descrizione presente su Bandcamp vengono tirati in ballo alcuni riferimenti musicali che si rivelano precisissimi, come Storm, Isengard, ma anche Moonsorrow. Sin dall’intro, infatti, si nota una chiara citazione a “Oppi Fjellet”, famoso brano degli Storm che a sua volta è mutuato dal folk nordico. In generale, comunque, questi riferimenti emergono prepotenti nel corso di tutto l’album, fortemente influenzato dal folk metal anni Novanta, con cori epici molti sentiti ed elementi di matrice black metal. Anche per quanto riguarda la batteria, i Korpituli preferiscono adottare un approccio tendenzialmente più mid-tempo, relegando il classico blast beat black metal a sparute apparizioni.

La prova vocale di S.Korpituli si dimostra piuttosto versatile, barcamenandosi tra harsh vocals e canti puliti dal sapore epico, mentre i cori risultano assolutamente trascinanti. Del resto, come avevo già scritto su Extrema Ratio a proposito della title track, è difficile non farsi rapire dai ritornelli: sfido chiunque a non avere la tentazione di cantare certe sezioni a squarciagola; e poco importa se non mastichi il finlandese. C’è poi un altro aspetto che si ritrova nella descrizione di Bandcamp che appare evidente lungo il corso del disco, ed è la capacità di saper fondere la freddezza del black metal — e del clima centro-nord finlandese — con un cuore pulsante e passionale, che ben rappresenta il modo di essere della gente a certe latitudini. Questo binomio caldo-freddo è — secondo me — uno dei cardini dell’album, nonché uno dei motivi che lo rendono davvero speciale perché sono i contrasti a dare gusto a Pohjola, facendo risaltare entrambe le anime di cui è costituito.

A proposito, persino l’aspetto mitologico che forma la prima parte del disco gode di una propria originalità. Pohjola è infatti terra magica che si trova nel profondo Nord, governata da Louhi, una strega malvagia dotata di enormi poteri. Non starò in questa sede a raccontare tutta la storia, ma ciò che voglio sottolineare è l’ottima ricerca svolta dai Korpituli e la loro voglia di distaccarsi da certi cliché che gravitano attorno alle band finlandesi per creare qualcosa di unico e davvero personale. Tra l’altro, come se quanto detto sinora non bastasse, il recupero degli elementi tradizionali è rintracciabile anche nella copertina, un dipinto classico di Albert Edelfelt, in cui il protagonista è Lalli il contadino che uccide il disonesto vescovo Henrik nei pressi del lago Köyliö.

Non esagero se dico che Pohjola dei Korpituli è un album speciale, per la sua capacità di risalire alla tradizione— sia popolare, sia nel senso del folk-black metal anni Novanta — e di plasmarla sotto una luce nuova, personale ed eminentemente viscerale. Credimi, se sei cresciuto con gli Storm e gli Isengard ma hai bisogno anche di una rielaborazione personale di quelle influenze, allora sarà difficile non innamorarsi di questo disco.